Intervista a Lorenzo Massart
Apr 27
 Evento caricato da Eugenio Santoro Arezzo, Toscana - Italia

Intervista a Lorenzo Massart

Arezzo, Toscana - Italia

La pittura è l’unica o una delle poche forme d’arte che non potrà mai morire. Perché non puoi immaginarla ma devi vederla realizzata. Poniamo che Cucchi, Richter, Spalletti, Kiefer dicano di star dipingendo un ritratto, un paesaggio ecc., finché non vediamo l’opera finita non sapremo mai se è riuscita o meno, al contrario di un’installazione o di un ready made, dei quali si può dire in anticipo, almeno al 50%, se funziona o meno.

Non parlerei di una lingua morta, specie considerando almeno tre questioni per me centrali. La prima: all’interno della recente generazione di artisti legati alle varie forme di writing sono emersi autori che dimostrano uno straordinario talento e una capacità di invenzione di nuove relazioni figura/sfondo, corpo/paesaggio, figurazione/astrazione. Non so se definirei Blu, Ericailcane, Canedicoda pittori, ma è indubbio che rimettano in gioco radicalmente questioni legate alla tradizione della pittura attraverso la strada delle sottoculture. La seconda: l’animazione (meglio il suo “ritorno” o la sua glamourizzazione) ha consentito a ottimi “pittori” di rievidenziare la propria ricerca; la cosa vale nei due sensi: dall’animazione/illustrazione verso l’arte e dalla pittura tradizionale verso l’animazione (i casi sono molti, da Alessandri Pessoli a Stefano Ricci alla giovane Marta Roberti; e a livello internazionale, da Shrigley a Sasnal). La terza: è indubbio che mettersi a esplorare aree territoriali nei coni d’ombra geografici dell’informazione del sistema dell’arte (per essere generici, Balcani, Caucaso, centro Asia soprattutto, America Latina fronte Pacifico) significhi confrontarsi con una storia della pittura spesso di grandissima qualità che ha il pregio di rimettere in gioco produzioni “moderniste” (anni Cinquanta e Sessanta) pronte a entrare prepotentemente in impreparati mercati locali alla cerca di identità, o anche internazionali, alla ricerca di segni e gusti che riorientino il presente.