Alfredo Pasolino - STRUTTURE DELLA MEMORIA ARCHETIPA : FARE ANIMA
Recensione critica - Arte sacra, l?arte di Alberto Bonu è poesia, quella capace di manifestare emozioni personali. E, contemporaneamente, di coinvolgere quelle di altrui, attraverso le intense vibrazioni luministiche e cromatiche, piü di quanto lo possa fare qualsiasi parola scritta.
I colori, le forme, le strutture anatomiche definite nello stilema di forte impressione, tra astrattismo neoplastico del segno geometrizzante compositivo, mai scaduto a minimalismo, e la religio della gamma tonale, le sfumature, parlano nel silenzio di autonomia, testimonianza, e colloquio intimistico.
Tra forte tensione interna e drammatizzazione del racconto nella sua rappresentativa.
Buono l?impianto iconografico, negli effetti della prospettiva e i rilevi d?impressione del fondale, nella resa realistica dei volumi.
Arte in senso puro, tavole documentative e ritrattiste in senso chiaro e incisivo, narrano dell?intimo profondo sentimento emozionale e intellettivo.
Ogni opera è un libro aperto, un documento che, letto in un ambiente sacro al pensiero idealista, e al santuario dell?intelletto che ne è il suo valore simbolista - quale combinazione tra il dato sensoriale e gli elementi psico-spirituali - produce il giusto effetto culturale su chi, nel proprio raccoglimento, quanto nello stupore d?ammirazione, sa sintonizzarsi con la strutturale energia cromatica fotoluministica. Con la quale, svincolato dallo spirito accademista della figurazione, ha saputo ricreare la testimonianza piü vera. E i sentimenti piü autentici della sua giovane stagione di vita artistica.
Il segno sa creare nelle morfologie, che ne sono oggetto e soggetto d?indagine, una tensione semantica, metamorfizzando un percorso conoscitivo alla ricerca di una dimensione superiore, rendendo necessaria l?esistenza dell?esistente.
Avvolti in quest?aurea, i soggetti rappresentati sono trascesi nella gamma tonale estetica colorista, che li storicizza, facendone momenti di una narrazione, al cui centro l?umano con le costellazioni conclamate, tra drammatizzazione del racconto e fare anima, quella di Alberto, con l?idea di padroneggiare la materia, è la capacità di infondere vita, ad un supporto che prima era solo descrittivo.
Già nel suo fare ritrattista, pressato dall?urgenza di fare ? anima ? , a quel punto la rappresentazione acquista vita propria. Mentre il il disegno, consente di conoscere la realtà nella sua costituzione strutturale; l?artista dopo questa ricognizione e presa di coscienza (il mondo fisico nel suo insieme e la visione psico-fisica delle sue part), la ricerca di un equilibrio, ad espressione del movimento, anche nella trasfigurazione del reale, è
finalizzataa stabilire un sistema di identificazione, già nel colore.
Se, da una parte, definisce a psichismo le ?masse? del volto, lo spirito che ha animato la sua mano, nel momento trasfigurante della definizione umanistica compositiva ritrattista, tutta questa complessità espressiva che sa di una scuola ..., ne personalizza il travaglioso lavoro di ricerca interiore, metodica e intuitiva, mossa dall?ascolto di un comando dell?anima Quasi una narrazione di stati d?animo, di percezioni, di tentativi preparatori del bozzetto grafico, questo servizio reso all?immagine come parti d?insime di un processo in cui conoscere, plasmare configurazioni che hanno una propria organicità, una propria verità interna, come questa azione di riduzione parziale del senso, chiede una giustezza del lavoro, alla personalità del bravo artistia.
A queste succitate considerazioni di valutazione critica all?operato di Alberto Bonu, mentre confermo validità con l?apprezzamento, invito l?artista pittore a proseguire con fiducia le scelte intraprese nell?arte sacra, con il supporto della classicità intrinseca al suo fare di mentale superiore.
Pertanto pittura trasfigurata a modernità, nel suo animare, con luci e colori di grande valenza in compenetrazione e articolazione, fissando psicologie e momenti transitivi di grande necessità liberatoria, nello sviluppo della coscienza, conseguenti al riscatto della sua libertà interiore.
In gestualità e maturità stilistica, nel senso attivo d?innovazione.
Nonchè del senso critico finalizzato alla reazione di interazione, nell?incontro tra luce e vitalità del colore, offrendo alla lettura con l?emozione, la percezione di un forte senso plastico dell?impianto iconografico..
ALFREDO PASOLINO
Critico e storico dell?arte
(Direttore artistico ed editoriale I.E.P.C.A. di Roma (Istituto Europeo Politiche Culturali e Ambientali) Periodico Culture - Quaderni di Politica Culturale)