Giovanni Amodio

Il femminile nella mitologia greca

         Ogni lady dell’ Olimpo esalta il femminile della mitologia greca e Giove resta con le sue saette a subirne il fascino, mentre Apollo e Dionisio si spartiscono l’ esaltazione plastica e dinamica della bellezza, ripercorrendo nell’ azione pittorica di Carmen Manco,la visione del “femminismo sacro” tanto discusso sulle tracce del “Codice da Vinci”.
         L’ arte diafana e subliminale dell’ autrice tarantina, che tanti consensi critici ha registrato nella sua recente mostra al Castello Aragonese, restituisce all’ immagine femminile, il valore interiore che la depura dallo sfruttamento dei media, per ristabilirne in rivelazioni, la trasparente specificità di dolcezza e ritegno, di purezza e bellezza estatica Carmen Manco contrassegna un’ attenzione elettiva, con rimandi, intersezioni e delicate scansioni cromatiche, la figura femminile che genera suggestioni nella sapiente velatura e nella scansione della tessitura che produce segni, tracce materiche, coerenza poetica di un discorso intessuto di magiche e stupefacenti epifaniche visive.
         Il mondo classico vichianamente si connota nella ricreazione moderna che l’ artista persegue nelle stesura totale, nell’ alchimia delle forme nella voluta labilità della figurazione ai limiti dell’ astrazione e viceversa, con vaghe ascendente citazionistiche che evidenziano la valenza di una “pittura colta” che accoglie e dilata, sul piano dei referenti culturali, il fitto e sapiente, ineffabile e morbido distillato cromatico.
         La tavolozza stempera rieccheggia in tela tra ectoplasmatiche e misteriose figure, capaci di esprimersi con i preziosi fondi della tela, con le atmosfere della estetica visione d’ incanto, coniugate nei due elementi, emblematicamente e splendidamente fusi, la donna e la bellezza, nella loro unitaria espressione d’ assoluto. Coraggio, saggezza ed equilibrio, attribuite ad Atena, sembrano aleggiare in ogni opera e se Era, la dea dalle  larghe braccia, nell’ attribuzione omerica, sembra avvolgere teneramente il gioco degli arti e delle arti, Demetra campeggia, come “ L invito alla grazia” di ciascuna opera che Carmen Manco attribuisce all’ epica antica, come a quella del quotidiano, quale filo dolce della sfera interiore della propria sensibilità d’ artista e di donna.


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