Massimo Giusto

Incanto e arcano nell’arte di Carmen Manco”.

La complessità della società contemporanea spinge, costringe spesso la critica, anche quella più esperta e colta a percorsi interpretativi impersonali e stereotipati. Per Carmen Manco la “strada” pare debba percorrere un tragitto altro, lungo e regolare, che conduce in luoghi grandi abbastanza da poter contenere la sua traboccante poesia. La tela, come l’interno di un abitacolo, custodisce piccole donne immerse nell’intensità, a volte dolorosa, a volte gioiosa dei sentimenti. Carmen Manco lascia che dal profondo emergano forme e colori dove incanto e arcano convivono in un territorio inesplorato della nostra mente, dove non esiste la ragione e l’animo si acquieta e la riflessione diventa silenzio. Il respiro diventa regolare e la mente comincia a perdersi in un lento lasciarsi andare verso l’ignoto. Difficile dire esattamente, ma c’è qualcosa di antico, una specie di austero legame con i grandiosi spazi dei ricordi che si innalzano quasi a farsi sentire nell’animo. (Recensione critica di Massimo Giusto,pubblicata in “Autunno in arte ‘13”, a c. di Massimo Giusto, Ass.Culturale NovApulia, Galleria Comunale di Taranto, 2013)


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