Francesco Taormina

FOTOGRAFO PITTORE DINO VACCARO

E’ ben difficile delineare i tratti di un autore che dalla fotografia privilegia la pittura, pur tuttavia, non più disdegnandola. Dall’immagine segnata in natura e contratta , fissata in un tempo ben determinato e istantaneo, ne vuole trarre un messaggio, un volere, una forma “alter” linguistica.     Dino Vaccaro può essere inserito tra le etichette di autori “naif”; ma l’evoluzione dei casi vuole le conferme dei tempi, pur trattando l’immagine attraverso il fenomeno dell’immaginazione senza l’ausilio di esterni meccanismi, fuori dal completo controllo mentale. 

Il fenomeno immaginativo si radica in Dino Vaccaro in circostanze: voleri, immagini immaginate nel tempo, assemblate e assiepate nel vissuto, per poi in una sola fotografia, si sviluppa il tempo e ciò che accade in molti decenni, in anni e anni. Ma non è più fotografia, solo immaginazione pittorica, fenomeno visivo con profondi contenuti vitali, sviluppati nel tempo stesso.

Dunque, con l’opera “DALLA PIRRERA A CHARLEROI” omaggio ai minatori ciancianesi, Dino intende non lasciare all’oblio un’epoca di morte e dolore; ma se ne appropria e ne acquista ricchezza. Tuttavia l’immagine è un vissuto collettivo, che realizza nel tempo un profondo valore sociale del vissuto nel tempo stesso, si cristallizza.

Le figure pittoriche così, radicate nella mente, prendono forma e si realizzano prima nella mente dell’arte, poi nella percezione artistica fruitiva. 

Dino Vaccaro è poderoso nei colori, nelle forme nella sua elementarità, come negli “antichi mestieri”, con il color bluastro che diffonde possessione di forza d’animo, nel ricomporsi nell’arcaica attività umana.

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