Verso dove

Negli ultimi lavori la mia ricerca pittorica sta prendendo una direzione sempre più definita.

La figura umana rimane al centro, ma progressivamente perde importanza la sua identità. Non mi interessa raccontare chi sia la persona rappresentata, quanto piuttosto fermare ciò che sta vivendo in un preciso momento: un’attesa, un movimento, un passaggio, un istante di sospensione.

Il corpo viene costruito attraverso piani geometrici e variazioni di ocra, terre e toni chiari. Alcune parti acquistano maggiore struttura e presenza, mentre altre rimangono volutamente più leggere, fino quasi a dissolversi nello spazio.

Anche ciò che inizialmente potrebbe apparire incompleto diventa così parte del linguaggio del quadro: lasciare spazio alla luce e permettere all’occhio di completare ciò che non viene interamente descritto.

È una ricerca ancora in evoluzione.

I lavori più recenti stanno nascendo proprio da questo equilibrio tra figura e spazio, costruzione e sottrazione, presenza e movimento.

Non so ancora esattamente dove porterà questo percorso. Ed è probabilmente questa la parte che mi interessa di più.

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