Ettore D'offria - pittore contemporaneo

Ettore D'offria vende quadri online

Ettore D'offria

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Biografia
Curriculum

Non è facile parlare di se stessi ed essere obiettivi.

Ciascuno di noi è molte storie e ciascuna di esse è determinata e condizionata dall'ambiente circostante, dalla famiglia d'origine e dai nostri antenati, dei quali, talvolta, ci trasciniamo retaggi di cui non siamo nemmeno consapevoli.

In quest'ottica voglio raccontare me stesso e come sono approdato alla consapevolezza di essere artista al di la e al di fuori dell'opera, che pur mi contraddistingue.

Per me l'arte è, innanzitutto, il vivere la vita, saper prendere e vedere il meglio, anche quando gli eventi non ti sono favorevoli, anche quando è con il "poco" che sei costretto a fare i conti.

Per rendere esplicito il tutto, è necessario un balzo temporale che mi riporti indietro, all'infanzia, e se ciò non bastasse, ancora più in la, nella vita intrauterina, giù, giù, fino al concepimento, perchè oltre non mi è concesso andare.

Nato in una famiglia di condizioni economiche modeste, nonostante le nobili origini, terzo di quattro figli, ho dovuto confrontarmi fin dalla più tenera età con una serie di frustrazioni, compreso il portarmi addosso la "ferita dei non amati". E' chiaro che con queste premesse si impara presto a sviluppare e conoscere la rabbia. E la rabbia conduce a sviluppi differenti, a seconda di come viene orientata. Ma il bambino ancora non conosce queste cose, il bambino sa che sta soffrendo, sente e vive la mancanza dell'amore, anche se non ne conosce l'origine e non ne comprende le motivazioni.

Ho passato i primi anni di vita in quasi costante contatto con mia sorella di due anni maggiore. Lei era brava a cantare e poteva farlo, io ero "dichiarato" stonato e mi veniva di fatto impedito. Lei era brava a disegnare e a me, quindi, che serviva darmi i colori? Queste e altre discriminazioni hanno influito molto sul mio sviluppo creativo, inibendomi e causandomi frustrazione. Quello che mi è rimasto, anche perché vissuto intimamente, è stato lo scrivere, dare sfogo alla creatività attraverso la parola. Ma evidentemente nel mio programma c'era dell'altro, avevo un assoluto bisogno di liberarmi dai retaggi che mi avevano inculcato ed avere altri strumenti con cui incanalare e trasformare la rabbia e la vena di follia presente nella famiglia, avevo necessità di dare alla creatività tutto lo spazio di cui aveva il diritto e in tutti i modi essa volesse emergere. E così, iniziai a dipingere, a recitare a teatro, e poi anche a cantare, arrivando a farlo fino alla remota, amata Berlino.

Per quanto riguarda l'attività poetica, mi sono definito, nella prima breve stesura della biografia, "poeta maledetto", in quanto fortemente influenzato da "Les fleurs du mal" di Charles Baudelaire e da "Les Chants de Maldoror" di Isodore Ducasse. Poi, nel tempo, la passione di sperimentare attraverso l'uso della parola scritta, le emozioni, l'inconscio e la pazzia, mi hanno trascinato sempre più in là, più in basso, in luoghi in cui la presenza costante della morte e del male si stavano impossessando della mia anima. Quando compresi che ciò avrebbe potuto veramente portarmi a distruggere la mia stessa vita e non solo (siamo nel 1985), ebbi la certezza di dovermi fermare. Smisi completamente di scrivere e, per un bisogno innato di esprimermi, iniziai a dipingere d'impulso. Le prime "cose" che uscirono non erano in fondo molto diverse dagli scritti, ma in poco tempo, l'avere orientato la creatività e la ricerca stilistica in un'arte diversa, assieme a un ritorno verso la ricerca spirituale e un nuovo approccio verso la conoscenza di me stesso hanno iniziato a dare i propri frutti, visibili in ogni campo dell'essere. Iniziava così, per me,  una nuova vita a tutto tondo.

Dopo alcuni lavori a tempera ed alcuni acquarelli su carta ho iniziato a lavorare su supporti diversi e soprattutto su tela, senza sdegnare vecchie lenzuola per le opere più grandi. Considero le mie opere un po' come dei figli, ciascuna di loro mi lega ad un istante della vita, ad un esperienza, ad un emozione, spesso intimi e personali.

Per questo motivo a volte fatico a descriverne alcune, o meglio, riesco a scrivere poetiche descrizioni la cui crudezza non amo condividere. E', ad esempio, il caso di "Father" o di "Incazzatura fotonica", uno legato appunto al rapporto con mio padre e l'altro a quello con mia figlia adolescente, che riesce a estorcere il peggio di me stesso.

In ogni caso, dipingere ha per me una funzione terapeutica ed introspettiva, in quanto, da una parte funge da contenitore emotivo e dall'altra, osservandoli nel tempo, mi rivelano aspetti di me stesso scaturiti direttamente dall'inconscio, altrimenti non riconoscibili. In fondo, ogni opera è una rappresentazione del proprio autore.

Concludo qui, anche se mi riservo di approfondire alcune tematiche, quali la ricerca spirituale, l'impegno socio politico, la poesia, ecc., in funzione e collegate all'attività artistica, ma eventualmente userò allo scopo lo spazio dedicato alle news

Lascio in calce le informazioni inserite iniziamelmente.

Veronese di nascita. vive e lavora in provincia di Trento.

Poeta maledetto, fin dalla prima giovinezza, avendo abusato dell'uso della parola, per il gusto di sperimentare fino all'orlo del baratro della pazzia, getta un giorno la penna e raccoglie un pennello, dando un nuovo impulso alla creatività e trovandovi un contenitore più consono per estrinsecare i fantasmi dell'inconscio.

Attore teatrale, cantante dotato ma tecnicamente mediocre, psiconauta, danzatore e sciamanista.

Successivamente si è dedicato, in età già tarda, a mettere su famiglia e casa. Per lunghi anni ha vissuto nel nascondimento mistico a causa degli impedimenti spazio-temporali connessi.

Ora, nel tempo della maturità, decide di conquistarsi tempi e spazi nuovi per proseguire nel cammino artistico mai dimenticato, esce dal torpore letargico della grotta che lo ha fin qui protetto per  far mostra di se attraverso il suo operato, usando, con riconoscenza, questo spazio dedicato.

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Mostra personale patrocinata dalla Provincia di Verona nella galleria "Frà Giocondo" in Piazza dei Signori a Verona dal 3 al 17 novenbre 1990 + articolo sul quotidiano l'Arena di Verona del 18 maggio 1990.

Mostra collettiva "In Contr Arte, sala del Comune di Grezzana (VR) dal 24 aprile al 5 maggio 1991

Mostra collettiva "Emergenze", sala del Ciecolo 6 Maggio 1848, Verona, dal 8 al 21 aprile 1995 + articolo sul quotidiano l'Arena di Verona del 9 aprile 1995.

Ola Joan, mostra itinerante sotto i portici di Verona, anno 1998.

I° anno liceo artistico serale a Verona. 

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