Massimo Gherardini
(“Immagini dell’infinito”)
Per le sue immagini di infinito, dunque, Fabio predilige la pregevole tecnica dell’acquerello. Si tratta di
una scelta importante, poiché nell’acquerello, come nella vita, non si può tornare indietro. Ogni opera è
una esperienza unica, che non può essere ripetuta, ma che resta impressa su foglio, come nel cuore, nella
mente e nell’anima. Accade, così, che i colori e le parole riempiano il bianco. La vita rimane lì, ma non si
tratta di una istantanea statica.
Il segreto di Fabio è proprio questo: l’arte è viva, reale. Anche se si tratta di un sentimento, di un ricordo,
legato ad un preciso momento del passato, essa rimane in movimento, in fieri, presente e futura, si relaziona
con chi guarda, continua a generare emozione.
Fabio, allora, è come un angelo che posa le sue ali sul foglio dell’esistenza e lascia la sua orma sulla sabbia
della vita, tracciando un cammino dal finito all’infinito…