Carlos Vintèm

LA STORIA DIPINTA

(Su ART&ART - aprile-maggio 2016)

 

Una mostra che si presenta come un bilanciamento di pesi tra pittura e memoria storica. Una mostra che racconta con tecniche miste e parole alcune delle pagine più forti della storia d’Italia ma non solo. Francesco Biondo, architetto insegnante siciliano classe 1958, che dal 3 al 10 giugno si presenta a Milano presso gli spazi dell’ex Fornace in Alzaia Naviglio Pavese 16 con la personale “Gli Occhi. La Storia – Le date sono numeri”, sa bene che l’arte non è solo un percorso di crescita individuale, ma può fortemente imprimere nell’anima di ognuno di noi ricordi e frammenti della storia dell’umanità. Ed è proprio dalla “cultura del frammento” che Francesco Biondo riparte, così da poter raccontare quelle schegge di storia collettiva che hanno profondamente segnato un intero Paese. E l’artista, nativo di Gangi in provincia di Palermo e che ha alle spalle una lunga attività espositiva in Italia e all’estero, questa volta lo fa attraverso una ventina di opere che ripercorrono la storia della Giustizia attraverso momenti topici come la strage nei cieli di Ustica del 27 giugno 1980 (Tutti assolti), l’assoluzione il 3 maggio 2005 di Maggi, Rognoni e Zorzi a proposito della strage di Piazza Fontana (Beffa di Stato), l’incriminazione senza esito il 1 maggio 2003 di George Bush come criminale di guerra (La guerra è finita/Criminale di guerra); ma l’esposizione milanese è anche l’occasione di ricordare figure umane importantissime per l’Italia,  ma soprattutto per la città di Milano, come l’indimenticabile poetessa Alda Merini e l’altrettanto memorabile partigiano e politico italiano Giovanni Pesce.

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