Gian Marco Walch
LA STORIA DIPINTA. AL CENTRO DELL’OPERA
LA MOSTRA DI BIONDO ALL’EX FORNACE
(Dal quotidiano “Il Giorno” - 4 giugno 2016)
"IO LA VITA L'HO vissuta tutta”: in un verso, chissà se all’origine graffiato sul mitico muro su cui, senza alzarsi dal letto, annotava pensieri e numeri di telefono - e di cui, per la gioia dei suoi ammiratori, alcuni frammenti fra pochi giorni andranno all'asta -, Alda Merini aveva riassunto la sua esistenza. Ed è nata come omaggio ad Alda, mistica furibonda, all'incontenibile Dario Fo, a Primo Moroni, storico libraio e archivio vivente degli anni roventi della citta, "La storia dipinta", la nuova mostra di Francesco Biondo, in cartellone all'Ex Fornace. Sottotitolo dell'esposizione “Ma chi l'ha detto che le date sono solo numeri!": Biondo, infatti, imprime sulle tele date anche poco conosciute, anche dimenticate, così che i suoi dipinti, informali, energicamente creativi, finiscono per divenire una sorta di "almanacco", di racconto di fatti da sottrarre all'oblio. Come scrive Neva Pedrazzini, curatrice della mostra: “Le opere selezionate sono l'omaggio alle storie che non si dimenticano, sono restituzioni di memoria filtrate dalla sensibilità di artista e di persona impegnata quotidianamente”.
ARTISTA SCHIERATO, Biondo. Basta leggere l’epigrafe che completa il quadro dedicato a Giovanni Pesce, durante la Resistenza comandante dei Gap a Torino e a Milano, poi consigliere comunale Pci dal 1951 al 1964: «Non diedero mai tregua al nemico - lo colpirono sempre in ogni circostanza - di giorno e di notte - nelle strade delle città - e nel cuore dei suoi fortilizi». Ultima riga: «Attualità dell'antifascismo». Un altro, Pesce, che la vita la visse tutta. Nato a Gangi, in provincia di Palermo, nel 1958, Francesco Biondo insegna a Milano disegno tecnico all'Itis Feltrinelli. Le sue opere echeggiano ora l'espressionismo e l'arte povera, ora l'action painting e il collage: assemblando per esempio oggetti comuni corrosi dal tempo e ritrovati sulle spiagge della sua Sicilia. Nelle venti opere della mostra - accompagnata giovedi 9 giugno, alle 19, da una serata di letture - Biondo ripercorre anche episodi salienti di giustizia (o di malagiustizia?). Pure milanesi. Vedi l’assoluzione il maggio 2005 di Maggi, Rognoni e Zorzi, imputati pluridecennali per la strage di Piazza Fontana. Titolo inevitabilmente polemico: "Beffa di Stato".