Giuseppe Possa
Graphic disegner di professione, Giulia Sollazzo s’interessa anche di altri aspetti dell’arte: dalla pittura alla fotografia, in particolare quella digitale, con cui le piace cogliere istantanee che, con studiati ritocchi, finiscono per trasformarsi in soggetti onirici, misteriosi o metafisici, esprimendo così al meglio i suoi sogni immaginari, quasi per sfuggire da una realtà contemporanea troppo frenetica e ormai quasi disumana.
Dopo il liceo artistico, la giovane pavese si è qualificata con il massimo dei voti alla scuola civica di grafica e comunicazione di Milano Arte & Messaggio. Con questa brillante formazione alle spalle, confermata anche da esperienze lavorative e da una passione cinematografica, le sue composizioni foto-digitali colpiscono per la potenza e la profondità d’ispirazione, oltre che per un personale senso dell’equilibrio estetico nella disposizione dei processi di “montaggio”. Questo gioco di incastri e sovrapposizioni suscita nei fruitori un forte impatto emotivo e stati d’animo diversi, di fronte al dato reale, stravolto e reinventato in una nuova opera. Infatti, Giulia - attraverso contaminazioni di un mondo reso da lei liberamente fantastico - è mossa da originari impulsi espressivi, che conferiscono alla realtà una dimensione insolita, con presenze magiche surreali che catturano l’inconscio e producono immagini inconsuete e stimolanti, quasi fossero germinate da impulsi visionari ed enigmatici, tra incanto e apprensione.
In una foto-inserimenti, si scorge un angolo di castello con la presenza inquietante di un coccodrillo: qui trasportato o giunto per fiume da terre esotiche, visto che il fossato è ormai sgretolato e con l’acqua che sembra provenire da lontano? Il gusto per la messa in scena con attitudine sperimentale, ci fa apparire, quello che potrebbe essere un semplice montaggio, un soggetto per riflettere sulla vita contemporanea e sulla nostra società allo sfacelo. Così succede pure con alcune immagini di ambientazione cinematografica, dove attorno a caseggiati in rovina volano e combattono tra loro animali preistorici. Anche qui si prospetta una civiltà decaduta, in cui una natura caotica e bestiale sta riprendendosi gli spazi che l’uomo nel tempo le aveva strappato.
Altrove, su scatti sovrapposti, troviamo istantanee più oniriche, da fantascienza: mondi di fate e di giochi, divagazioni tra memoria e fantasia, straripanti di surrealismo; ponti rinascimentali con sirene o cattedrali gotiche con antropomorfi pipistrelli svolazzanti che ci portano in atmosfere decadenti di sogni o di incubi, le quali possono essere viste come la realizzazione di una virtualità filmica o espressionista di una babele multietnica e postmoderna.
Le figure mitologiche o preistoriche di Giulia Sollazzo, al fine di creare nuove immagini, paiono sospese in una dimensione fluida e in situazioni impossibili, in cui non sappiamo distinguere la loro collocazione temporale, ma solo quella architettonica e quelle delle declinazioni individuali dell’immaginazione. Di certo, una mostra della sua eclettica produzione porterebbe a far conoscere al pubblico la giovane artista (nota anche con lo pseudonimo G.Brì) che come afferma: <<Il mio giovanissimo progetto ”Città Para-Reali” mostra luoghi del nostro quotidiano, proiettati in un mondo parallelo, surreale. A metà tra la meraviglia e l’inquietudine, le opere, ci portano in una realtà lontana, dove ciò che conosciamo non è come lo ricordiamo. Oggetto del mio progetto sono: Pavia, mia città natale e Parigi (metropoli meravigliosa, ricca di mistero). Non mancheranno tante altre città, tanti altri luoghi. Le fotografie sono state scattate e in seguito ritoccate da me. >>.
E’ come artista digitale, oltre ovviamente come graphic disegner, che Giulia Sollazzo vorrebbe essere conosciuta, perché le permette di esprimersi e di raccontare i mondi che immagina e che, forse, per lei rappresentano fughe da una realtà che non permette di sognare.
Giuseppe Possa
http://pqlascintilla.ilcannocchiale.it/2015/09/20/giulia_sollazzo_e_la_sua_arte.html