Piero Frattarelli
L’emozione e il rapimento difronte allo spettacolo naturale che di notte la luna ci offre trascende ognuno di noi, ogni nostra volontà.
Ho sentito dire, da umili contadini per lo più: “Le emozioni che mi assalgono dinanzi ad essa di notte vanno in me fino allo sfinimento e quando essa manca si estingue ogni calore vitale”
Spingiamo ora la finestra dello studio di cui Luca dispone, la – Luna- ci viene offerta nella sua gagliarda neutralità, essa è il nostro ritratto trascendentale della nostra esistenza. Egli concepisce totalmente il suo mestiere come un apostolato: stringe la – Luna- con prese da lottatore, la stritola contro il proprio petto e fa risuonare al suo interno grandi colpi, palpiti furibondi di note di chitarra distorta, così il suo sguardo lanciato attraversa lo spazio, varca tutti i compartimenti stagni di una visione banale, e questo è senza dubbio il fatto per cui i suoi ritratti sono sentiti da tanti di noi, anche se non ne avvertiamo chiaramente tutta la portata e proclama a quelli che restano sordi persino nella loro ammirazione, il ruolo primordiale dell’arte, quel ruolo al quale ognuno di noi ha il diritto di appartenere.
Ogni artista s’impadronirà a sua volta dell’universo, ne prenderà la maschera duttile, vi introdurrà il proprio colore; ce lo presenterà, in apparenza, più o meno intatto; in realtà svuotato della sua sostanza, alla quale il pittore ha sostituito la propria, nascono da qui i -ritratti lunari- come Luca suggerisce (non figurativi): la sua natura sente sul corpo nascere un’anima nuova, insinuarsi una personalità fino ad ora estranea che, dall’intimo, la modella, plasma un volto dove si leggeranno le espressioni di una coscienza non sua, mutamento e trasfigurazione, quale misteriosa alchimia la rende compiuta davanti ai nostri occhi, foggiando ogni volta un aspetto imprevedibile? Ed ecco la notturna –Luna- al centro delle sue onde luminose far del cielo un turbinio di stelle. Eppure, si tratta ancora di un disegno solamente, dello choc preparatorio delle due realtà presenti: l’esteriore che subisce e l’interiore che si scatena.
Nel quadro, nei ritratti lunari piuttosto, che Luca trae dalle date di nascita, ogni volta da questo spettacolo, il tocco pittorico diventa rotante allo stesso modo in cui nostra madre nel suo dolore creativo che la ghermisce dando luogo ad una nuova vita accentua la danza frenetica degli elementi: il vuoto del cielo diventa il centro di una girazione astrale sfrenata, del rimescolio dell’etere, per effetto del fuoco riflesso dall’astro sole, apre su di essa crateri di un’eruzione cosmica e il colore! Con tutti i suoi ottoni e pigmenti si associa alla sua primordiale armonia.