Marta Lock

La critica internazionale d’arte Marta Lock ha scritto di lui:

«Alcuni esponenti dell’Espressionismo Astratto, in particolar modo gli artisti che erano ancora fortemente legati all’Europa […] vollero introdurre la materia attraverso cui potevano rendere più incisivo il sentire, approfondendo il rapporto tra emozionalità e forza comunicativa in virtù della quale potevano mettere l’accento su quelle ferite del vivere che venivano rappresentate con la deformazione dei materiali utilizzati. All’Informale Materico appartenevano l’italiano Alberto Burri […] e il catalano Antoni Tàpies con cui la materia era esplorata dal punto di vista concettuale. L’artista valdostano Marco Distort raccoglie l’eredità dei due grandi esponenti dell’Informale Materico dando vita a un suo proprio linguaggio espressivo dove l’attitudine all’introspezione si fonde con un approccio sperimentale, poiché l’esigenza di scolpire, strutturare e rendere concreti i pensieri e le intuizioni che riceve dall’ambiente circostante, grazie alla sua particolare attitudine all’ascolto, lo inducono a trasformare letteralmente ogni tela in un approfondimento intenso e intimo».

(da: La sintesi tra osservazione e introspezione nell’informale materico di Marco Distort, pubblicato su L’Opinionista del 17 settembre 2025).


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