Daniela Madau
Il percorso artistico di Matilde inizia quando lei, ancora piccolissima, vede nelle pareti di casa delle immense tele dove poter imprimere le sue sensazioni e le sue emozioni. Una bimba di 18 mesi che si destreggia con i pastelli, comunica - inconsciamente - alla sua famiglia, il suo estro artistico.
Da quel momento, grazie alla sensibilità dei genitori, inizia a coltivare i suoi sogni diplomandosi al Liceo Artistico e Musicale di Cagliari con il massimo dei voti.
Parallelamente agli studi, decide di mettere a frutto le tecniche acquisite e in via di perfezionamento focalizzandosi su alcune subculture che si affacciano nel Mediterraneo. L’approfondimento la porterà a conoscere numerose culture e, di conseguenza usi e costumi che le rendono uniche nel panorama mondiale.
Da questi studi, nasce una interessante e unica produzione artistica di ritratti, ispirati a opere fotografiche ritrovate in rete, che descrivono la figura femminile nelle popolazioni berbere.
Le opere, realizzate con matite colorate su carta Canson tonata, sono, senza ombra di dubbio, in stile iperrealista/ fotorealista.
La collezione, nello specifico, rappresenta fedelmente le foto selezionate immortalando i dettagli che caratterizzano ogni donna rappresentata. Abiti, gioielli, tatuaggi, abiti e sguardi descritti minuziosamente con dovizia di particolari senza dimenticare l’insegnamento dello stile realista. Le opere, di fatto, in parte rispecchiano fedelmente le foto da cui derivano ma l’artista immagina nuovi dettagli, grazie a una importante documentazione bibliografica.
Le opere che proponiamo per l’esposizione, dunque, partono da un approccio concettuale di Matilde Manca - esaltare la figura femminile e il suo ruolo fondamentale nella cultura berbera e mediterranea - secondo una tecnica fotorealista, conscia dell’insegnamento realista.
Le tavole descrivono il mondo femminile della popolazione berbera ma non solo, sembrano essere lo specchio della cultura matriarcale intrisa di simbolismo e sacralità, quella sacralità che, con un salto nel tempo, i nostri antenati ritrovavano nella dea madre.
Daniela Madau, storico dell'arte e curatore di museo presso "Museo dell'Immagine e del Design Interattivo"