Biografia

Sono un artista figurativo contemporaneo, vivo e lavoro a Diano d'Alba, in Piemonte.

Dopo gli studi al Liceo Artistico di Cuneo ho lasciato temporaneamente le discipline artistiche per seguire le orme di mio padre, storico imprenditore dell'albese dedicandomi alla vendita di elettronica e informatica e dopo una breve esperienza in un’agenzia pubblicitaria ho deciso di togliermi il “colletto bianco” una volta per tutte e di seguire una tra le mie più grandi passioni: l’amore per i fantastici paesaggi delle Langhe, il buon vino e il buon cibo.

Così insieme a mia moglie ho acquistato e ristrutturato un vecchio casale nei pressi del castello di Grinzane Cavour, trasformandolo in un B&B e parallelamente alla mia attività di imprenditore alberghiero, ho ripreso a dipingere, inizialmente per puro piacere. 

Nel 2018 ho avviato il progetto “Female Art Design” con lo scopo di far conoscere i miei lavori online, soprattutto su Instagram, dove in poco tempo ho ottenuto più di 50000 follower e diverse collaborazioni artistiche.

Da allora ho partecipato a numerosi eventi d’arte di prestigio sia in Italia sia all’estero, molti dei quali curati o presentati dal Prof. Vittorio Sgarbi e ho ottenuto vari premi e riconoscimenti.

 ARTIST STATEMENT:

Matteo Fieno (1981): statement d'artista o intenzioni di ricerca


Il soggetto femminile rappresenta per me l'essenza del mistero, nonostante io sia stato a lungo circondato dalla sua assidua presenza, vissuta con varietà e costanza. 

Questa profonda affinità elettiva, mi spinge continuamente a cercare di immaginarne le infinite atmosfere interiori, quelle stesse che da sempre hanno accompagnato in silenzio i miei passi e che attraversano in maniera ancora diversa la mia quotidianità. 

Immerso nella vita bucolica nel cuore delle Langhe piemontesi, coltivo ogni giorno un otium visionario che dona forma concreta al mio immaginario “in rosa”. 


Nel 2018 nasce il progetto “Female Art Design”: una serie di figure di donna che sfugge alla monotonia della ripetizione del soggetto, scandagliando molteplici situazioni ordinarie con un punto di vista mai univoco e fondato unicamente sulla suggestione del momento, restituita nei dettagli evocativi che proiettano la scena in un limbo sospeso nello spazio e nel tempo. 


Ogni corpo, che sia svelato nella sua nudità o che manifesti la propria fisicità in una tenuta intima, glamour o fitness, porta con sé la possibilità di immaginare la veste dell'animo a cui appartiene, di intravvedere la verità delle sue imperfezioni, di avvicinarsi al mistero che sta all'origine della vita, lo stesso che riscontro ogni giorno anche nella dimensione agreste. 


Nell'affrontare i tratti essenziali dei miei personaggi, annullo le distanze tra me e loro fino a immedesimare me stesso in quei corpi, isolando un frammento di storia in comune che li rende pubblicamente credibili e fruibili in un diario collettivo di consapevolezza umana, reso attraverso la grazia e il non detto dell'universo femminile, da cui ciascuno può così attingere per costruire una nuova narrazione propria. 

Nel momento di confronto finale con lo spettatore, il titolo del racconto diventa un decisivo elemento di contatto, dal sapore cinematografico e hollywoodiano. 


Ogni mia opera è come una nuvola nel cielo vista attraverso gli occhi di un bambino: non è solo la bellezza di una figura, l'armonia di una forma, l'umanità di un soggetto, ma soprattutto una dimensione universale bypassata dall'introspezione individuale e dall'esperienza quotidiana di ciascun osservatore. 


Tutto si origina dallo schizzo di una visione. 

Il disegno è la parte strutturale di tutte le mie figurazioni, mentre la sfumatura è lo sfondo che cela i dettagli del contesto narrativo allo sguardo dell'osservatore, costringendolo a far ricorso alla propria invenzione. 

Disegno a penna e a carboncino, dipingo ad acquerello e a olio, sempre con poco colore per suggerire un'atmosfera e molto segno per definire il gesto del soggetto. 

Sperimento una materia visiva morbida, quasi fluida, sottolineata dalle tracce del processo di contaminazione tra le diverse tecniche: l'acqua sporcata dai pennelli, con gocce di un colore ormai indefinito, macchie e ditate rimaste visibili, scie e sbavature del segno grafico trascinato sulla superficie, senza un esito mirato. Proprio come le mie storie di corpi imperfetti, che conservano l'errore come valore costitutivo della persona. 


La forza di PitturiAmo al tuo servizio.