Giancarlo BONOMO
MICAELA MARTELLANI
Lo sguardo dell'Oltre
L'istinto creativo ci appartiene, è facoltà insita nelle potenzialità del nostro Pensiero così come nelle infinite pulsioni del Cuore. Attraverso la creatività prendono forma quelle dimensioni interiori che, altrimenti, rimarrebbero mute e confinate dentro un mondo privatissimo, chiuso ed inaccessibile. L'artista, al contrario, avverte l'esigenza di uscire da quel perimetro mentale o sentimentale, certo per condividere il suo Sentire, ma anche per conoscere se stesso e, in ultima analisi, quel Macrocosmo di cui fa parte quale diretta emanazione di matrice divina. È il caso di Micaela Martellani, la quale, nella pienezza della maturità, ha deciso di lasciarsi guidare da una vitalissima pulsione espressiva, diremmo visionaria, che si traduce in espansioni cromatiche che paiono autentici risvegli di consapevolezza verso quel Mistero che governa tutto ciò che ci circonda. La decisa stesura del colore conferisce senso alle composizioni libere ed informali,
assolutamente non premeditate, dove gli accostamenti cromatici, pur negli 'sconfinamenti' delle campiture e nelle variegate nuance, rivelano tuttavia un'equilibrata armonia dell'insieme. La forza del colore è attivo strumento per dare anima e corpo alle percezioni realmente sentite della Martellani che individua nell'indagine del Tutto, nel confronto tra visibile ed invisibile, le ragioni del suo dipingere con accesa convinzione. In tale contesto, si inseriscono i frequenti accostamenti fra materiali eterogenei (piccole pietre, polveri metalliche, gessi ed ispessimenti di colore a spatola) e pure evanescenze, dove la pittura appare più leggera, quasi eterea. In questi passaggi, la Martellani da un ipotetico Kaos ricava così una sua idea astratta di Kosmos, intuendo nei colori, nelle 'forme' vagamente sferiche e nelle esplosive movimentazioni, ciò che accadde in tempi immemorabili, dall'origine fino all'espansione dell'Universo. La pittrice si pone così al centro della propria Vita interiore attraverso l'osservazione della natura, le inattese intuizioni e attimi di ponderata meditazione, dove ricerca l'anello di congiunzione tra il particolare della sua esperienza personale e l'universale di un possibile Sopramondo. Ne è prova eloquente la collezione 'Aldilà degli sguardi', una serie di composizioni dove sono protagonisti severi occhi metafisici, incorporei, che invitano a vedere oltre l'ingannevole velo di Maya, ovvero l'illusione delle antiche dottrine indiane. Sguardi che sollecitano, viceversa, a trascendere la Realtà e ricercare la strada di quella Conoscenza che ci conduce ai confini dell'Anima del Mondo.
Lo sguardo dell'Oltre
L'istinto creativo ci appartiene, è facoltà insita nelle potenzialità del nostro Pensiero così come nelle infinite pulsioni del Cuore. Attraverso la creatività prendono forma quelle dimensioni interiori che, altrimenti, rimarrebbero mute e confinate dentro un mondo privatissimo, chiuso ed inaccessibile. L'artista, al contrario, avverte l'esigenza di uscire da quel perimetro mentale o sentimentale, certo per condividere il suo Sentire, ma anche per conoscere se stesso e, in ultima analisi, quel Macrocosmo di cui fa parte quale diretta emanazione di matrice divina. È il caso di Micaela Martellani, la quale, nella pienezza della maturità, ha deciso di lasciarsi guidare da una vitalissima pulsione espressiva, diremmo visionaria, che si traduce in espansioni cromatiche che paiono autentici risvegli di consapevolezza verso quel Mistero che governa tutto ciò che ci circonda. La decisa stesura del colore conferisce senso alle composizioni libere ed informali,
assolutamente non premeditate, dove gli accostamenti cromatici, pur negli 'sconfinamenti' delle campiture e nelle variegate nuance, rivelano tuttavia un'equilibrata armonia dell'insieme. La forza del colore è attivo strumento per dare anima e corpo alle percezioni realmente sentite della Martellani che individua nell'indagine del Tutto, nel confronto tra visibile ed invisibile, le ragioni del suo dipingere con accesa convinzione. In tale contesto, si inseriscono i frequenti accostamenti fra materiali eterogenei (piccole pietre, polveri metalliche, gessi ed ispessimenti di colore a spatola) e pure evanescenze, dove la pittura appare più leggera, quasi eterea. In questi passaggi, la Martellani da un ipotetico Kaos ricava così una sua idea astratta di Kosmos, intuendo nei colori, nelle 'forme' vagamente sferiche e nelle esplosive movimentazioni, ciò che accadde in tempi immemorabili, dall'origine fino all'espansione dell'Universo. La pittrice si pone così al centro della propria Vita interiore attraverso l'osservazione della natura, le inattese intuizioni e attimi di ponderata meditazione, dove ricerca l'anello di congiunzione tra il particolare della sua esperienza personale e l'universale di un possibile Sopramondo. Ne è prova eloquente la collezione 'Aldilà degli sguardi', una serie di composizioni dove sono protagonisti severi occhi metafisici, incorporei, che invitano a vedere oltre l'ingannevole velo di Maya, ovvero l'illusione delle antiche dottrine indiane. Sguardi che sollecitano, viceversa, a trascendere la Realtà e ricercare la strada di quella Conoscenza che ci conduce ai confini dell'Anima del Mondo.