Alina Cuoco, preside del Liceo artistico di Firenze
Il dipinto olio su tela di Michele Praticò rappresenta a mio parere un ricongiungimento meta-fisico della l'universo, il perenne perpetuarsi del ciclo della vita attraverso una violenza di colore che lascia estasiati.
E' interessante notare come l'artista lo concepisce per tramite della donna (natura genitrice) protesa nell'atto del concepimento.
L'uomo parte essenziale di ciò è rappresentato in disparte, quasi a voler rimarcare il ruolo femminile come punto di partenza e centralità per il genere umano.
La trinità qui espressa è testimonianza di un sentimento inconscio di fede, che attraverso il pennello usato con mano sapiente, crea un solco indelebile nella coscienza di colui che guarda.
Nel passaggio dal bozzetto alla tavola si evidenziano tratti e sfumature diverse da cui trapela il mutevole e repentino estro che il Maestro trasmette con immediatezza e spontaneità nell'Opera.