Gregorio Giorgio Grasso

Un mondo parallelo al reale plasmato dalle scie di colore che le vite degli altri lasciano dietro di sé in un continuo intrecciarsi di sentimenti e speranze. L'artista ha la capacità di cogliere quel mondo, lontano dalla percezione comune seppur così prossimo a noi; è in grado di riportarlo nelle sue opere ritraendo il lato nascosto della vita percettiva, rendendola tangibile, esperibile anche dell'osservatore.

L'astrattismo diventa qui, il medium fondamentale con cui plasmare questa relazione visiva tra pubblico e opera, abbattendo le barriere della comprensione per aprire quelle della pura percezione emotiva. I quadri di Francesco Mos Andreotti sono ipnotici, rapiscono lo sguardo e accompagnano lo spettatore lungo le vie del mondo cromatico fatto di scie, luci, ombre e pennellate. I

quadri diventano così narrazioni di vita, frammenti di memorie, sensazioni e sentimenti vissute o catturate dall'artista per poi essere rielaborate e impresse indelebilmente sulla tela.

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