GIAN GIORGIO MASSARA

SGUARDI SEGRETI

Il percorso artistico di PATRIZIA AQUINO è stato criticamente sottolineato tanto da Vittorio Sgarbi, quanto da Sandro Serradifalco.

E' il critico torinese Paolo Levi a ricordare:

L'indiscusso valore del suo lavoro nel panorama artistico internazionale.

Due sono i momenti che ci attraggono visitando l'atelier di Pianezza; le opere in porcellana e ceramica derivate dalla frequentazione dei Laboratori d'Arte diretti da Livia Cocco e Chiara Tirello e i dipinti, opere premiate in ripetute occasioni, anche lontano dal Piemonte.

Su porcellane firmate Limoges e Richard-Ginori, l'Aquino realizza un ricco servizio da the con l'alternanza di oro, turchese e parti in rilievo, piatti lievemente modellati con frutti, ma soprattutto il servizio da tavola (in parte a sfondo nero) decorato con margherite, tralci di fiori e vari elementi compositivi. In alcune occasioni, l'artista s'affida a memorie d'art nouveau nel realizzare vasi cilindrici illuminati da auree presenze.

Nel campo della pittura, dagli inizi di carattere paesaggistico (Vento in Valsusa) Patrizia Aquino giunge a considerare mondi ora surreali, ora simbolisti, a rileggere artisti del passato quali Van Gogh, per definitivamente approdare alla produzione attuale che racchiude poetiche astrazioni.

Il punto d'incontro fra ceramica e pittura è certamente da riconoscersi nell'opera In volo, un ovale modellato sul quale galleggiano tasselli azzurri, neri, brevi tracce di rosso, lavoro incorniciato al cui margine compaiono due elementi assolutamente geometrici.

Numerose sono le presenze della nostra artista in occasione di significative rassegne, dall'Italia a Barcellona a Parigi (Premio Eccellenza Europea delle Arti); così vediamo opere esposte a Milano in occasione del "Premio Internazionale Arte Milano", nello storico palazzo dal Pozzo della Cisterna di Torino con il dipinto Jyoti nel cuore riferito a una lirica di Ferlinghetti, a palazzo Birago di Borgaro allorché è stata invitata a partecipare alla Biennale d'Arte "Metropoli di Torino" (2018, L'Universo danza); il 2019 infine - anno in cui s'è solennemente celebrato il genio di Leonardo, compresa la presenza in Piemonte - con l'esposizione al Mausoleo della Bela Rosin - d'un dipinto della Aquino riferito al passato, dalla scritta speculare alla realtà di una candela, dagli ingranaggi a un progetto per mongolfiera.

E due opere di questa artista verranno prossimamente accolte nella collana editoriale Mondadori.

Giocolieri senza tempo è un dipinto che registra un paesaggio sullo sfondo e due volti - dominati dal sole - con le alucce, mentre di indiscusso impatto emotivo è l'olio a sfondo nero, Epressione di Vita, dai cui centrali riflessi dorati dipartono raggi luminosi e "sguardi" inconsueti a scrutare l'universo. E altri occhi, ora appena accennati, ora espressi in modo veritiero, ritroviamo nell'opera Ti guardo, ti vedo nella quale s'alternano forme geometriche, sguardi celati e un serpeggiare di forme che suggeriscono intenti di spazialità.

Patrizia Aquino è costantemente alla ricerca di sé, come conferma l'opera Alti e bassi della Vita presentata di recente alla qualificata rassegna "Paratissima": le forme sono sospese in un vortice che abbraccia simbolismi, note musicali, impronte umane e nuovamente mongolfiere a testimoniare stati d'animo alterni, come alterno è lo scorrere dell'esistenza.

Anche l'opera La Fonte piace menzionare: un pannello rettangolare che via, via si completa per la presenza d'una raggera di forme contrapposte a minuscoli elementi simboleggianti lo scorrere delle ore. Ma fra queste opere - che l'osservatore emotivamente fa proprie - scopriamo una pausa; Violoncello sognatore (Giuseppe Vignani) è infatti un dipinto di carattere realista, dominato dalla figura d'un musicista che pare calato negli anni trenta del Ventesimo secolo: seduto su di una nuvola vive assolutamente isolato dal mondo che lo circonda.

E' possibile incatenare l'uomo e i suoi pensieri? Certamente no, per cui nasce anche l'opera L'amore protetto percorsa da filamenti che uniscono - senza tuttavia legare - i confini di una tela cromaticamente dominata dai rossi e dagli ori, culminanti in una presenza angelica nella quale l'umanità si potrebbe riconoscere.

Gian Giorgio Massara

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