Alessandro Fontanari Nerofonte

Il sublime informale di Patrizia Gandini

Tutte le opere di Patrizia Gandini manifestano, nei segni e nei colori di una materia pittorica metamorfica, tensioni elementari ed esplosive che appartengono a una dimensione potentemente ‘’ cosmica ‘’, e allo stesso tempo rivelano il suo particolare temperamento d’artista che ne scopre la presenza nella propria interiorità. Tutto è turbinoso movimento: vortici spaziali, sommovimenti tellurici, impatti catastrofici, uragani sconvolgenti, visioni apocalittiche: perfino picchi e blocchi di ghiaccio sono instabili cristallizzazioni prima di nuove esplosioni.

Per Patrizia Gandini il gesto pittorico febbrilmente e sinteticamente immediato non è studiata adesione all’informale quale corrente artistica, ma il modo per lei ‘’ naturale ‘’ per potere esplorare questo suo ‘’ esterno dell’interno ‘’, così sovrumano e così umano, cioè tutte le passioni, le emozioni, le visioni che premono come infuocato magma vulcanico. E tale forte predisposizione creativa ricollega l’opera di Patrizia Gandini alla fondamentale esperienza del ‘’ sublime ‘’, cioè il sentimento dello smisurato e dell’infinito provato davanti alle forze cosmiche, che inaugura, con il romanticismo – pensiamo ai paesaggi di William Turner – la modernità che permane amplificato nel nostro tempo di lacerazioni e spaesamenti.

Inevitabilmente, insieme alla pittura, da anni Patrizia Gandini si cimenta con la ceramica, in particolare con la ceramica raku: così il ‘’ vulcanismo ‘’ dei suoi dipinti si trasferisce nei suoi manufatti in ceramica, che esaltano l’aspetto scorie e di elementi vulcanici, prodotti come sono dal calore del forno e dalle operazioni con cui l’artista alchemicamente sfida e imita le potenze naturali.

Alessandro Fontanari Nerofonte 2014


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