GIANMARIA D’ANDREA

"L' ARCHIARTE" DI RAFFAELE RIPOLI

Di certo scrivere dell'Arte di ogni Artista è cosa impegnativa ed ardua, semplicemente perché in qualsiasi caso si rischia di essere riduttivi. Ma in questo caso specifico diventa più equilibrato il rapporto opera/scritto, semplicemente perché l'Arte pittorica e segnica del bravo Ripoli fondamentalmente risulta facente parte di quello stile che definirei essenziale o per usare un termine più bohemien "essenzialista". Tant'è che una volta osservati i suoi lavori, molto probabilmente lo spettatore viene colpito dai semplici meccanismi psichici dell'associazione e della proiezione e, rapidamente, viene catapultato alla propria infanzia e a quel gesto semplice, ma nello stesso tempo dinamico e pieno di valori della spontaneità di ogni bambino. Già, perché Raffaele Ripoli è, in questo caso, Artista vero, puro e sincero a tal punto che ha, in sé, il tipico coraggio leonino (il leone è il suo segno zodiacale) di colui che vuole rappresentare la propria visione, senza se e senza ma. Prevalentemente il suo segno è determinato, deciso e trasporta emotivamente il pubblico a quel mondo ancestrale ed arcano insito in ognuno di noi. Gli oggetti/soggetti della creatività del pittore calabrese sono impregnati in modo perseverante della sua formazione di architetto. Che siano disegni o dipinti, che siano paesaggi urbani o nudi di donna, Ripoli schematizza le forme e gli abbinamenti cromatici quasi fossero progetti. È evidente, insomma, l'uso consapevole da parte dell'Artista dell'archetipo come strumento basilare della comunicazione visiva. La parola archetipo, non a caso, possiede la stessa radice della parola architettura. Ripoli mette, quindi, in risalto artistico l'essenza primordiale ed antropologica dell'essere umano con una fortissima personalità espressiva tanto da poter essere riconosciuta, una volta conosciuta, ad un rapido sguardo. Case, antichi borghi di tipo mediterraneo, cupole, tetti, pareti e, in certi casi, composizioni urbanistiche con punti di fuga apparentemente strampalati sono il motivo predominante in moltissime sue opere. Soggetti umani, omini ritratti in modo semplice, naif di visi e corporature, invece, appaiono sulla tela o sul foglio in tutta la loro franchezza e caratteristica riprodotta da Ripoli quasi con toni sarcastici e ironici. Ma il meglio, personalmente, lo si vede ammirando la serie dei nudi femminili, provocanti e sinuosi, in pieno stile ritrattistico mescolato alla fantasia creativa del Maestro. L' opera d'arte in sé vince nella Storia con il proprio motivo d'esistere grazie all'efficacia di poter stimolare e di saper emozionare l'animo del pubblico. Raffaele Ripoli è un bravo e diretto interprete di ciò che è la sua visione fantastica e immaginifica, ed è anche importante valorizzare il suo modo acceso e potente di utilizzare il colore, altra tipicità riconoscibile al primo sguardo. I cromatismi infatti sono puliti e netti, spesso con scarsità di sfumature e incasellati in campiture ben delineate ed equilibrate. Raffaele RIPOLI è il tipico poeta pittorico mediterraneo, legato alle origini e alle tradizioni, ma slegato dalle ortodossie accademiche che lo rendono un abile, originale e libero interprete della Storia dell'Arte.


GIANMARIA D’ANDREA

Roma, febbraio 2023


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