Casa Editrice Dantebus
Donne a metà di Renata Lami è un'opera potente, dove il volto femminile, che affiora da un magma di colori ardenti, diventa simbolo dell'identità frammentata, della tensione costante tra ruoli, desideri, obblighi e sogni. La scelta di raffigurare solo metà volto è un gesto carico di significato: la donna è tagliata, spezzata tra l'essere ed il dover essere, tra la piena espressione del sè e i compromessi che la società impone. E' una donna che lotta per la totalità, ma che nel mentre si muove nel frammento. Il volto che osserviamo, con quello sguardo penetrante, non chiede pietà nè compassione, ma attenzione, invita a vedere "davvero". La libertà è il nucleo essenziale dell'opera, non una libertà assoluta o eroica, ma quotidiana, fatta di piccole vittorie silenziose, equilibri precari che si rinnovano ogni giorno. Donne a metà parla di donne reali, non idealizzate: donne che lavorano, accudiscono, desiderano, piangono, lottano, resistono. E' un ritratto dell'interiorità reso attraverso una superficie che si contorce di colori - in mille variazioni - sono espressioni emotive, fuoco, tempesta, ombra, cicatrice e si incendiano tra loro, dando l'impressione che il volto stia emergendo da una combustione, da un'esplosione interna che è al contempo distruzione e rinascita. Simone de Beauvoir scriveva: Donna non si nasce, lo si diventa.