Fulvia Minetti
(critica in semiotica estetica dell'opera "L'arte riflette l'arte" - acrilico materico, 61 x 77 h cm)
La superficie specchiante e l'acrilico materico in sinestesia tattile della Belotti, invitano lo spettatore a partecipare dell'opera stessa, in una dynamis rituale. E' il gioco gadameriano dell'opera capace di acquisire un presente sempre nuovo, quale luogo di mediazione, che annienta il pregiudizio scomponendo e ricomponendo la visione, per il cammino della verità.
L'artista riconosce all'arte il suo carattere storico e interpersonale: nessuna espressione possiede la verità, eppure la verità è tra le forme, al luogo di eccedenza dell'uomo che va oltre se stesso, nel lancio di un nuovo gioco personale e universale della verità.
E' un processo dialettico di fusione degli orizzonti di identità e di differenza nell'apertura di un terzo luogo fra la risposta identitaria e la domanda della differenza: un luogo di senso.