Maria De Michele - www.liberarti.com

http://www.liberarti.com/schede.cfm?id=4123&silvia_perrone_impulsi_schiusi Lucida osservatrice della realtà Silvia Perrone, con il coraggio delle scelte e delle idee, con vitale ed esigente curiosità, ci rende testimoni di una costante e rinnovata ispirazione. Il dipinto Ingrid, padroneggiato con disinvoltura, rivela una pennellata che cela la tempra di disegnatrice. Un’opera dedicata alla grazia e alla sensualità del corpo femminile dove alla verità puramente fisica si unisce una severità plastica, attimo fugace che si apre a molteplici interpretazioni. L’artista coniuga il tratto sinuoso con la morbidezza degli effetti di luce. L’opera, indifferente a nuove correnti artistiche, è la sintesi di un sereno appagamento personale, il senso della misura dimostra la padronanza del mezzo espressivo. Ingrid non è compiacimento della propria nudità, non c’è esibizione, né ostentazione, l’artista mira a catturare l’istante per carpire il misterioso universo dell’essere donna. L’utilizzo di pasta materica crea suggestioni tattili e visive, è un’esigenza della pittrice di far corrispondere all’annotazione ottica una testimonianza più concreta, di quella matericità che dà corpo alla realtà rappresentata. Il dipinto è inglobato in luci di scena, una peculiarità che sospesa tra spazio e sogno di nuovi orizzonti diviene opera sensoriale, dove si respirano i profumi, si sentono i suoni, si percepiscono le emozioni. Materiale e surreale in relazione, dialogo tra se stessa e il mondo esterno. Immersa nella cromatica del blu l’opera Blue Face affiora nell’ancestrale atmosfera del surreale, illuminata da raggi lunari il volto femminile è mitigato di dolcezza e vibrazioni, petali di fiori carezzano il volto enunciando la metamorfosi dell’anima. Guardando il dipinto l’osservatore viene coinvolto in un piacevole stordimento e traghettato al di là della coscienza. Legata intimamente alla sua creatura Silvia Perrone vive uno stato di totale immedesimazione, gli occhi chiusi, la bocca dischiusa danno campo ad infinite indagini che partono dall’interno, tensioni, passione, amore, male di vivere. L’artista sceglie il blu dell’evanescenza, del cielo, dei desideri, della voglia di volare in alto e confondersi con l’infinito. Una pittura di rimandi e contaminazioni, un figurativo simbolico che rompe l’involucro classico che lo contiene. Un’estetica personalissima che si esprime attraverso impulsi schiusi alla partecipazione di un dialogo, una visione di donna osservata nell’intelletto e nello spirito e non come oggetto di desiderio. Napoli, 23 maggio 2014
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