Autotheismus (Narcisismo)
di Malacarne
Descrizione
Nel quarto capitolo vediamo un cielo che grida vendetta, si consuma l’atto finale di una guerra dichiarata non contro il cielo, ma contro le sue menzogne terrene. Il soggetto, al centro della scena, non è un semplice usurpatore, ma un uomo logorato dalla patologia del Narcisismo, una fame insaziabile che non ammette rivali e che vive ogni limite imposto come un affronto personale. La religione, per lui, è stata la più grande truffa: un sistema “ladro” che per millenni ha rubato la grandezza all’individuo per proiettarla su un idolo inesistente, costringendo l’Io a inginocchiarsi davanti al nulla.
Ora, la sua risposta a quella ferita narcisistica è eclatante e supremamente blasfema. Il clero, l’artefice dell’inganno, è appeso a testa in giù, costretto a servire la testa del proprio “falso Dio” come un calice. Il Narcisista beve quel sangue con la furia di chi si sta riprendendo ciò che gli è stato negato. Il punto culminante del suo delirio di onnipotenza si trova a terra: egli si inginocchia sprezzante sopra la scritta ‘INRI’, tracciata col sangue vivo. Calpestando il titolo del vecchio Re, egli cancella la “bugia” della croce per auto-incoronarsi unica, vera divinità, mentre una folla di zombie—gli “altri”, ridotti a pallidi specchi della sua gloria—osserva muta il trionfo della sua patologia.
“Per secoli mi avete costretto a guardare in alto, mentendo sulla mia natura divina per nutrire i vostri idoli vuoti. Oggi, bevo la morte del vostro Dio e calpesto il suo nome, perché l’unica verità degna di adorazione sono Io.”
- Malacarne
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