Chi diede la vita ebbe in cambio una croce.
di MatЯi’
Descrizione
“Chi diede la vita ebbe in cambio una croce” si leva come un urlo di protesta e nel contempo come un atto di denuncia contro la guerra.L’opera si presenta suddivisa in due parti dalle caratteristiche altamente simboliche: nell’area di sinistra le anime dei soldati morti si levano verso il cielo sempre più eteree man mano che salgono. Un senso di grande leggerezza le accompagna nel distacco dalla vita terrena, divenuta ormai insopportabile. La parte superiore completamente chiara è in totale antitesi con quella inferiore nella quale il nero sommerge tutto impietosamente. La morte è vista quasi come una liberazione da una vita non più sostenibile. Nella parte destra il colore rosso simboleggia il sangue delle molte persone che hanno perso la vita: soldati, civili, innocenti.... Quattro cicatrici composte con un laccio nero campeggiano nella parte alta, ulteriore segno di sofferenza e di dolore, mentre un buco che trapassa la tavola rappresenta il foro di un proiettile. A dividere le due aree si trova un pezzo di legno con due corde che lo attraversano nella parte inferiore a simboleggiare una croce volutamente rovesciata in segno di protesta contro la guerra.
L’opera è stata realizzata con materiale di recupero ritrovato in un centro di riciclaggio con l’intento di dare nuova vita e valore ad oggetti ritenuti ormai inutili ed inservibili.
Il titolo è tratto da una famosa canzone di Fabrizio De Andrè, “La guerra di Piero” e l’opera vuole costituire anche una dedica al cantautore genovese
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