"Dissonanze"
Descrizione
Dissonanze
Quest’opera nasce da un’immagine: un musicista jazz colto nell’istante sospeso tra respiro e suono. Ho scelto di non ritrarlo, ma di tradurne l’energia. Non mi interessava la figura, bensì la vibrazione.
Il jazz vive di tensioni: note che sembrano scontrarsi, silenzi che interrompono, improvvisazioni che sfidano l’armonia per poi ritrovarla. In questa tela ho cercato di fare lo stesso. Le forme non si accordano docilmente, i colori si urtano, le linee si spezzano e si rincorrono. La dissonanza diventa linguaggio, non errore.
“Dissonanze” è il tentativo di fermare un suono in un gesto visivo. È il ritmo che si fa materia, è il conflitto che genera movimento. Come nel jazz, anche qui l’equilibrio non è dato dalla perfezione, ma dalla tensione continua tra ordine e caos.
Quest’opera è un ascolto trasformato in colore.
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