La beffa del Tempo

di Mastropino

quadri in vendita online - La beffa del Tempo

Descrizione

La Beffa del Tempo, appartiene al ciclo di opere di carattere metafisico, realizzate nel biennio 2022-2023, ha voluto rappresentare la personalissima idea sulla concezione del Tempo Lineare rispetto a quello Circolare.

Ecco cosa si vede in dettaglio.

Dall’interno del Chiostro, la luce si diffonde e illumina l’intero portico. La prospettiva della costruzione mette in evidenza la realtà del reale, che guardata in quest’ottica, identifica la “terza dimensione”. Partendo da sinistra, la rappresentazione del passato vista in maniera lineare. Il Re apre lo scenario, a seguire la sua Regina e in mezzo a loro, il Giullare di corte. Il Re, personaggio inanimato, detentore dell’immagine del potere temporale sulla terra, dominatore incontrastato nel suo regno di cose terrene nonché di persone. La Regina, prima donna del reame, non sempre felice di vestire il suo ruolo, poiché legata a retaggi arcaici cui non può sottrarsi, probabilmente il suo cuore è altrove e la maschera che porta in volto, evidenzia seppure celatamente lo sguardo triste, rendendone chiara testimonianza. Il terzo elemento il Giullare. Presenza distonica in quello specifico contesto, soprattutto in riferimento alla sua collocazione, ma giovane, eclettico, dallo sguardo ammiccante e beffardo dal grande cuore. Al centro dell’opera, il passaggio nel presente, la Clessidra, per definizione lo strumento per antonomasia di misura del tempo, circoscritta all’interno del grande anello temporale che solo apparentemente scandisce le ore, a circoscrivere la spira del tempo proiettata all’infinito. A sinistra gli elementi futuribili, vecchi nella conce-zione sostanziale, ma dal sapore aulico, che pur nella loro diversità, sono comunque legati al passato. Il pavimento a scacchiera è l’elemento di con-giunzione fra passato e futuro, lineare e regolare nel passato, deformato nel futuro, immagine di quel dinamismo temporale evocato nella teoria della relatività di Albert Einstein. Internamente all’anello temporale, posizionato a ore 14:42 l’ago della bussola, e non le lancette di un orologio come potrebbe apparire all’osservatore distratto, metafora a significare la mezzeria del mondo visibile dall’invisibile, dal mondo reale a quello fantastico. Lo scenario è stato fissato nell’A.D. 1348, data solo apparentemente dal significato banale, strettamente legata all’anno 1348, anno della fine, ovvero il principio di un nuovo ciclo della durata di 674 anni. Il numero 1348 è l’inizio del terzo ciclo rapportato all’anno della realizzazione dell’opera, 2022.

0 - 674 - 1348 - 2022

Il tempo lineare concepito nella nostra “terza dimensione”, da un inizio è una fine è solo un’illusione. Nel ciclo temporale, А e Ω a causa della de-formazione gravitazionale spazio-tempo, si ricongiunge e la storia torna a ripetersi. L’uomo, pensando erroneamente che la terra fosse piatta, col tempo si è dovuto ricredere. Vivendo all’interno del nostro mondo, continuiamo a vedere le cose semplicisticamente in maniera lineare. Allontanandoci da quest’ottica, vagando ipoteticamente nell’universo, ci accorgiamo che, se dovessimo percorrere il mondo da polo a polo, ci troveremmo infine al medesimo punto di partenza. Qualunque cosa è relativa, viviamo in un mondo poliedrico se vissuto dall’esterno.


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