Metapittura: la pittura dipinge se stessa.
Descrizione
Con quest'opera di grandi dimensioni, inserita nel solco dell'arte contemporanea, provo a strutturare una riflessione visiva sul concetto stesso di fare pittura. Non si tratta di una descrizione passiva o puramente figurativa del paesaggio costiero italiano, ma di un vero e proprio sdoppiamento del linguaggio pittorico, analogo al meccanismo del metalinguaggio nella teoria della comunicazione.
In Metapittura, il discorso si articola su due piani distinti che dialogano e si interrogano a vicenda:
Il piano dell'oggetto (lo sfondo costiero): La veduta di Positano è accennata con una stesura fluida, aerea e porosa, dove la prospettiva atmosferica e la luce mediterranea definiscono l'ambiente in cui siamo "gettati" nel mondo. È la pittura che si comporta in modo tradizionale, accogliendo il dato reale.
Il piano del soggetto (la riflessione): Al centro, la tela sul cavalletto e la grande tavolozza in primo piano spezzano l'orizzonte. Qui il linguaggio si ripiega su se stesso: la materia si fa densa, i colori vivaci esplodono e lo spatolato materico diventa il vero protagonista. La tela interna non descrive Positano, ma mostra come la pittura pensa, scompone e ricrea la realtà in totale autonomia, senza il ricorso al mezzo verbale o a concetti esterni.
Questo approccio, che si muove sul confine di un astratto figurativo, rivendica l'esistenza del quadro come organismo autonomo dotato di una propria bellezza espressiva. È un'apertura costante verso il fuori che rifiuta la mera descrizione per tentare di raccogliere, attraverso il colore, le linee di forza e le vibrazioni della vita.
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