Nostos «Collez. "Dream on"»
di Luca Gentile
Descrizione
017DrO2025/LG
Nostos (νόστος)
dal greco antico “ritorno” l’anelito del navigante verso casa - tema centrale dell’Odissea di Omero.
Tra i faraglioni di Aci Trezza, dove i miti omerici si intrecciano con le reti dei pescatori, il ritorno non è mai scontato. È desiderio, speranza, incanto e paura. Ulisse, eroe senza pace, avrebbe potuto approdare proprio qui, tra gli scogli scagliati da Polifemo, nell’ultimo tratto del suo lungo nostos. Ma non è solo il suo. I figli del mare salpavano all’alba, sfidando correnti e tempeste, mentre a riva, occhi stanchi scrutavano l’orizzonte, aggrappati al silenzio. Il fragore delle onde diventava la preghiera di mogli, madri, figli. Un ritorno sempre incerto, come quello degli eroi.
Nostos è il canto antico che accomuna l’eroe disperso all’umile pescatore, entrambi sospesi tra l’abisso e la salvezza. È Ulisse che affronta il mare per ritrovare il suo mondo, ed è Padron ’Ntoni che lo attraversa ogni giorno per non perderlo. È la Sicilia che aspetta, come una Penelope di pietra e sale.
Qui, dove l’Etna guarda il mare e i ciclopi scolpiscono il paesaggio, il tempo si fa leggenda e memoria. Nostos è la voce del richiamo, la nostalgia che plasma il vento, la promessa di un approdo.
È il cuore che batte nel buio, il sale che segna la pelle e l’anima.
È la casa che si intravede fra le creste d’onda.
È l’attesa che diventa ritorno.
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