Percorsi di vita (Partir decisivo)

di Elisa Marianini

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Descrizione

L’opera affronta il tema della vita dell’uomo e del suo viaggio, visto come un labirinto dove spesso l’uomo può perdersi, smarrire la strada a causa delle mille difficoltà che il vivere riserva. Le incomprensioni, le paure, le sconfitte ed i successi, si alternano e accompagnano la vita di ognuno di noi. Le sgocciolature - attraverso la tecnica del “dripping”- esprimono questo labirinto di vicissitudini umane, apparentemente senza uscita, senza una regola, senza un riferimento preciso. Infatti in questo spazio senza prospettiva, regna il caos, nessuna porta si apre in fondo al percorso e l’uomo si smarrisce, a differenza di ciò che avviene nel “labirinto monocursale” rappresentato sui pavimenti di cattedrali gotiche come unica strada della fede che avvicina a Dio, dove non c’è possibilità di perdersi, poiché una sola è la fede e una la verità. La figura di Icaro è strettamente legata al labirinto e al mito di Cnosso e il suo volo simboleggia la volontà di superare i limiti della conoscenza. In questa fuga, Icaro ha l’occasione di compiere un’impresa da tutti ritenuta assurda: volare fino al sole. Il padre Dedalo, infatti, aveva posto dei limiti precisi, mettendo in guardia Icaro di non accostarsi troppo al Sole perché si sarebbe sciolta la cera che teneva unite le ali, e di non abbassarsi troppo verso il mare perché l’umidità dell’acqua le avrebbe bagnate e non avrebbe potuto più risalire. Ma Icaro, non lo ascoltò e pur sentendo la voce della ragione, decise di continuare a volare verso il sole per scoprire il significato della parola “impossibile”. Il sole rappresenta tutti i desideri e le ambizioni, è simbolo di evasione dal mondo “conosciuto”, per entrare nel misterioso, nell’inesplorato. In fondo il desiderio di Icaro è il desiderio di ogni uomo: scoprire ciò che è nuovo. Icaro tenta l’impresa, e contrariamente a quanto narra il mito, supera tale limite. Il concetto di limite si rovescia e diventa uno spiraglio sull’ignoto, sull’infinito ancora da conoscere. Il mito del labirinto cela un significato esoterico. Solo la fermezza e la purezza d’animo accompagnate dalla conoscenza possono vincere il “Minotauro” che rappresenta le forze ostili e gli istinti animali, come quello “specchio” che ci viene posto davanti, in fondo al percorso che riflette la nostra immagine. Icaro si trasforma in angelo e si eleva sempre più in alto perché questa era la sua volontà. Tale passaggio però non è indolore e esente da rischi, infatti, Icaro perde delle piume.

La piuma evoca il volo, la leggerezza, il legame tra il mondo terreno e quello divino.

Questo desiderio d'eternità ci accompagna, nonostante le prospettive terrene, corte e limitate ci invitino a non guardare oltre i brevi giorni che ci stanno davanti. Infatti questa eternità è richiamata nella balza fondo oro, luminosa e astratta, come un cielo senza tempo, senza nuvole.

Ogni uomo può intraprendere il proprio volo, mettendosi a nudo senza orpelli e false maschere, come terra grezza - ma impastata di polvere di stelle - documentandoci la vera essenza, per superare, come Icaro, tutte quelle avversità, che anche la sagoma a forma di croce richiama.

La consapevolezza inoltre del proprio limite è quella che rende l'uomo capace di superare il limite stesso. La grandezza della sua ragione è scoprire che la ragione da sola non basta.

La forza dei colori complementari che si esaltano a vicenda è presente nel giallo del sole, simbolo di luce, di conoscenza, di vitalità e nel viola di Icaro che tenta il volo. Il colore viola si crea unendo il rosso (colore dell’energia, della passione e della forza impulsiva) al blu (colore della quiete e della malinconia) rappresentando la congiunzione tra due opposti, - materiale e spirituale -intesa come sintesi che spinge alla trasformazione, alla costante ricerca di nuovi equilibri e di un nuovo stato: la stessa apparente opposizione che ritroviamo nei due bracci della croce, quella visione orizzontale che invita l’uomo a vivere le cose terrene e quella verticale che lo spinge a ricercare quelle divine e a guardare e volare verso l’alto. Questa apparente contrapposizione racchiude uno dei segreti del buon vivere: portare questi due contrari ad un equilibrio, come forze che si integrano vicendevolmente, l’una complementare all’altra in totale unità. Ecco allora una volta compreso questo l’uomo può “partir deciso verso il sole alto” il cui anagramma ne spiega anche il risultato “percorsi di vita: ora solo stelle”.


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