Pallade e il centauro
Descrizione
Il dipinto, realizzato ad olio su tela, è un tema mai riprodotto se non da Sandro Botticelli nel 1482. Il soggetto mitologico sviluppa una tematica neoplatonica. In base al pensiero filosofico, supportato da alcuni scritti di Marsilio Ficino, la scena potrebbe essere considerata come l'Allegoria della Ragione, di cui è simbolo la dea che vince sull'istintualità raffigurata dal centauro, creatura mitologica per metà uomo e per metà bestia. Secondo il detto dello stesso Ficino "Bestia nostra, id est sensus; homo noster, id est ratio", con il quale si spiega la duplice sua natura nella metà inferiore, equina, l'istintività della bestia e nella superiore, umana, la facoltà di raziocinio, domata da Minerva-Ragione. Altre letture simboliche hanno parlato del contrasto tra Castità e Lussuria, Umiltà e Superbia, Ragione e Istinto.
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