Dolce per sè
Descrizione
Dolce per sé nasce da uno studio sull’incisività del segno e sulla sua capacità di tradurre sulla superficie un gesto e uno stato interiore. L’opera raffigura una figura femminile raccolta su sé stessa, rappresentata di spalle. Il corpo, sottratto allo sguardo diretto dell’osservatore, appare ripiegato in una postura intima e silenziosa, quasi a costruire uno spazio protetto e personale.
La scelta di raffigurare la donna di schiena accentua il carattere introspettivo dell’opera: non è il volto a raccontare, ma il corpo attraverso la postura, la tensione e il ritmo del segno. L’incisione diviene così una forma di scrittura visiva capace di suggerire emozioni senza rappresentarle esplicitamente.
Il titolo Dolce per sé riprende quello dell’omonimo romanzo di Dacia Maraini e introduce una riflessione sulla dimensione privata dell’identità femminile. Il “sé” diventa uno spazio interiore, un luogo nel quale raccogliersi e riconoscersi. La dolcezza evocata dal titolo non coincide con una semplice delicatezza, ma con un atteggiamento di ascolto e di cura verso la propria interiorità.
Il segno, attraverso la sua incisività, registra questo raccoglimento: ogni traccia sembra seguire e accompagnare la forma del corpo, trasformando la superficie in una sorta di memoria del gesto. La figura non si offre allo sguardo, ma si sottrae, invitando l’osservatore a percepire ciò che rimane nascosto.
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