Biografia
Antropoetico nasce come voce. Nel 2009 qualcosa si rompe — o forse si apre — e da quella crepa comincia a uscire tutto: poesie, romanzi, saggi, parole scritte con l'urgenza di chi non può fare altrimenti. Ma la parola, da sola, non basta a contenere ciò che vuole dire.
Arriva allora la pittura. Non come scelta ponderata, ma come necessità. Il pennello diventa un'estensione naturale della stessa voce che scrive, e la tela si trasforma in uno spazio senza regole dove ogni emozione trova la sua forma. Lavora con l'acrilico su tela, senza legarsi a uno stile o a una corrente: ritratti, astratto, surrealismo, figure, paesaggi interiori ed esteriori si alternano in un corpus di oltre 280 opere, ciascuna riconoscibile per il segno inconfondibile delle sue pennellate.
Il critico Antonio Castellana ha scritto di lui: «Ci troviamo di fronte all'opera di un artista di alto livello creativo e di destrezza professionale». Nel 2017 partecipa al Premio Artistico Internazionale Essenze d'Arte presso il Mùses di Palazzo Taffini D'Acceglio a Savigliano, e al Premio Arte Milano — superando le selezioni e ricevendo l'attestato a firma di Vittorio Sgarbi, con premiazione al Teatro Dal Verme. Nel 2018 le sue opere entrano nella Galleria Albatros di Parma e nelle mostre collettive di Milano.
Come scrittore ha pubblicato il romanzo Il bacio della vita — storia di redenzione, amore impossibile e volontà di vivere — e la raccolta poetica Poesie di Merda, in cui la provocazione formale diventa veicolo di verità scomode sulla condizione umana.