Biografia
Nata a Bruxelles, Béji Artmoz (alias Béatrice Jacobs) è un’artista multidisciplinare belga il cui percorso unisce scena, impegno sociale e arti visive. Formata fin da giovanissima alla danza presso l’Opera di Bruxelles, sotto la direzione di Maurice Béjart, prosegue gli studi presso le Belle Arti di Bruxelles, prima di dedicare oltre vent’anni alla regia di opere liriche e concerti a livello internazionale. Collabora, tra gli altri, con l’Opera di Strasburgo, l’Opéra-Comique, il Théâtre des Champs-Élysées e il Centre Pompidou, in dialogo sia con compositori contemporanei (Aperghis, Dutilleux…) sia con il repertorio classico (Mozart, Lully, Poulenc…).
Vincitrice della Fondazione Crédit National (Francia) e in residenza presso l’Akademie Schloss Solitude (Stoccarda), nel 2003 fonda un collettivo artistico dedicato ai giovani, in quartieri fragili, dove più di 7.000 ragazzi sono stati iniziati alla musica, al teatro e alla danza, insieme ad artisti come Marcus Miller, Manu Dibango o Rhoda Scott. Dal 2020, nutrita da questo ricco percorso artistico e umano, torna alla pittura come linguaggio totale, sintesi delle sue esperienze sceniche, della sua sensibilità musicale e del suo impegno per il vivente. Il suo lavoro si sviluppa attraverso una pittura astratta, una scultura organica (soprattutto con legno morto, ceppi di vite ed ecce di sughero) e installazioni visive in dialogo con la natura. Esplora le nozioni di resilienza, di movimento interiore, di memoria delle forme e di legame tra suono e immagine. Ogni opera è accompagnata da un’opera musicale in controcanto, come per riattivare uno spazio emozionale profondo.
Vive tra Parigi, la Bretagna e Bruxelles ed espone in Francia, Belgio, Italia e New York.