Daniele Guidi - pittore contemporaneo
Nasco a Firenze nell'aprile del 1962.
Da 25 anni mi divico fra la professione di Graphic Designer e l'attività artistica: 2 modi per esprimere la mia creatività, fra vincoli progettuali da una parte e libertà espressiva dall'altra.
Dopo un percorso formativo classico presso il Liceo Artistico di Firenze, mi concentro poi verso una rappresentazione informale e astratta delle mie opere.
Decisive sono le influenze dadaiste e informali: da Duchamp a Pollock, passando per De Stael, Rauchenberg, Burri, Novelli, Richter e altri
La scoperta di materiali comuni come lo stucco, il cemento e il gesso, mescolati ai medium acrilici e a materiali recuperati, mi inducono a sperimentare nuove strade espressive.
Questo mi porta agli inizi del 2000 a realizzare il concetto dei “Matericordi”: una rappresentazione materica di ricordi, luoghi e suggestioni legati al passato e stratificati nella memoria.
Cosa faccio per te
Sono un Graphic Designer da più di 25 anni.
Insieme alla pittura è il mio modo per esprimere la mia creatività e il mio lato artistico.
Ma mentre il design impone vincoli progettuali, legati alla produzione, nella pittura sono libero di esprimermi seguendo il mio istinto e le mie vibrazioni.
Per 25 anni ho messo la mia creatività di designer al servizio dei miei clienti, per aiutarli a comunicare in modo efficace e promuovere il loro lavoro.
Nella mia arte invece l’intento è quello di aiutarti a comunicare i tuoi spazi abitativi e professionali, per renderli unici seguendo il tuo stile e la tua personalità.
ARTIST STATEMENT:
“Il Cervello non distingue un'esperienza realmente vissuta, da una puramente immaginata”
Questo è il concetto che sta alla base dei “Matericordi”, il mio progetto di arte pittorica astratta e informale.
In esso la superficie diventa una mappa mentale, dove prendono vita i miei ricordi reali e irreali, attraverso l’uso di forme, colori, multi materiali e reminiscenze sonore.
L’intento è quello di rendere corporei e tangibili, ricordi che si sono stratificati e deformati nel tempo.
Per riprodurli mi affido a colori, materiali di varia natura e e gesti veloci, perché i ricordi fluttuano rapidi nello spazio-tempo e questo mi aiuta a originare nuove forme, spesso sganciate dall’idea iniziale.
I “Matericordi” sono dei non-luoghi sopravvissuti all’oblio, che mi permettono di connettermi con velocità bidirezionale, allo sguardo di chi osserva.
Rappresentano quindi una forma di comunicazione e di linguaggio, perché generano un “dialogo” a distanza con lo spettatore.
L’intento è quello di suscitare in chi osserva, una riflessione interiore nella quale i suoi ricordi si identificano in quello che vede, diventando parte integrante dell’opera.
La mia pittura vuole infatti essere un’opportunità per chi osserva di iniziare un viaggio introspettivo e stimolare un dialogo emotivo fra le sue esperienze e il mio vissuto, filtrati da una nuova luce estetica.