Curriculum

Nota critica a cura del Prof. Gabriele Di Francesco

Personalità artisticamente poliedrica, Fabiano Di Damaso, artista emergente nel panorama contemporaneo, spazia da sempre tra diversi generi figurativi. Sensibilità e ispirazioni artistica lo hanno portato nel corso degli anni a cimentarsi con la pittura, il fumetto, i filmati e le video-clip, passando agevolmente da un genere all’altro grazie alla sua competenza delle tecniche artistiche.

Dai filmati amatoriali degli anni ’90 inizi 2000, che rivelavano già le sue doti iconiche, ma anche la sua capacità di rendere la narrazione in immagini, è passato alla pittura di genere, rispolverando vedute tradizionali di borghi e paesaggi, con una sperimentazione di antiche tecniche vedutistiche e coloristiche che si possono avvicinare alla scuola napoletana tra ’800 e ‘900, a Michele Cammarano (1835-1920), o meglio al teramano Salvatore Di Giuseppe (1852-1930).

I temi di quest’ultimo sembrano rivivere nel grande murale “Piazza del Mercato” (1995), la piazzetta centrale del cosiddetto “Castill”, il castello di Sant’Omero, con la chiesa marchesale dell’Annunziata e le bancarelle del mercato, memoria di un tempo passato, che Fabiano conosce soltanto attraverso la memoria dei suoi avi. Di qui i toni soffusi e la coloristica spenta.

Esperto in arte digitale è proprio con l’utilizzo di strumenti elettronici che si cimenta per diversi anni, con opere originali (talora trasposte anche su tela) ma anche con una serie di caricature di personaggi pubblicati sul trimestrale [email protected], un’avventura giornalistica di rilievo per il luogo e il genere, che per più di 5 anni ha caratterizzato il suo percorso artistico, influenzando molte attività culturali non soltanto santomeresi.

Tra i numerosi soggetti della sua arte rimangono comunque emblematici quelli fumettistici. Fumetto grande amore, si potrebbe affermare, che lo ha portato nel corso dell’ultimo periodo a riscoprire un eroe di intere generazioni di giovani lettori: Dylan Dog. È proprio a questo “eroe” del fumetto che si ispira la sua ultima produzione, con una serie di dipinti essenziali ma notevoli per ispirazione e forza creativa.

Ad esso si affianca la scoperta (o riscoperta) dell’informale, quasi sulla scia di un Pollock che cerca attraverso esplosioni di colore di placare la sua sensibile emotività. È una sorta di rinascita che scaturisce dalla percezione di tanta negatività e da stati d’animo frustrati a fronte di pandemie e guerre.