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La storia di Anna Paola Fagiolo, in arte Fap

(di Monica Bisighini)



Io sono Monica Bisighini, una scrittrice, artista e pittrice modenese, che ha conosciuto la Signora Anna Paola Fagiolo, grande pittrice e donna di squisita sensibilità, alla Caritas di Modena, durante uno dei Laboratori organizzati dai coordinatori del noto ente benefico.

Ciò che colpisce di più della Maestra Fagiolo, al primo sguardo, è la sua voglia di vivere, il suo sorriso contagioso, la sua voce franca e squillante, appena un po’ velata di inquietudine, e la sua dolcezza, che traspare da quegli occhi che fieramente tentano di nascondere il travaglio interiore che l’affligge. E tuttavia c’è forza, nella sua calda stretta di mano, c’è ancora tanta energia nelle sue intenzioni, c’è ancora determinazione nel suo modo di porsi sicuro, nel suo modo di fendere l’aria al suo passaggio, con una personalità di indubbia e altissima qualità.

Nata a Roma nel 1936, figlia d’arte, dopo gli inizi vissuti sotto l’egida del padre, il Maestro Francesco Fagiolo, Anna Paola frequenta gli studi dei pittori di via Margutta, dove fa esperienza di arte figurativa, dopodiché passa con piglio deciso all’arte astratta-informale, che fa sua in un ulteriore passo verso l’impasto di materia-colore, dipingendo con le mani, creando opere che rappresentano suggestive raffigurazioni dell’inconscio, fantasie oniriche, paesaggi interiori, caratterizzati da un elegante gioco cromatico e materico, di una sublime raffinatezza. In seguito, Anna Paola vive anni e anni di intensa attività artistica e fertile creatività, di successi nazionali e internazionali, fino a una serie di eventi che la portano a prendere, suo malgrado, tutta un’altra strada.

Ad oggi, Anna Paola vive a Modena, e versa in una situazione economica a dir poco drammatica, dovuta dapprima alla morte del marito, un noto industriale e imprenditore modenese a nome Piacentini, e in seguito a un grave incidente in motorino, dopo il quale Anna Paola ha perso la memoria per due o tre anni, che l’hanno segnata profondamente.

In questi tristi frangenti è intervenuta la Caritas, che la sta aiutando a riemergere da questa inquietante situazione, come potete leggere nell’articolo della Gazzetta di Modena, scritto su di lei da Eleonora Desoli, in data 29 maggio 2017, dove Anna Paola esprime tutto il suo dolore e la sua rabbia per non avere nemmeno la possibilità economica di comprare tele e colori per rimettersi al lavoro. Intervistata in merito alla sua espressività artistica, Anna Paola afferma di dipingere solo con le mani, di non aver mai usato un pennello in vita sua, e di essere guidata da una forza spirituale che passa proprio dalle sue mani, da uno “spirito guida” che le conduce, agevolando o procrastinando l’esecuzione dell’opera, come nel quadro “L’Uccello del Paradiso”.

Dal momento però che la Gazzetta di Modena non è un giornale di grandissima diffusione, mi faccio portavoce per spendere qualche parola in più sul suo innegabile talento, sulla sua forte personalità, e sul suo strepitoso percorso di artista.

Attualmente Anna Paola è tornata in attività, ha ripreso in mano la sua arte, letteralmente, e siccome ha diversi quadri invenduti, sta ricominciando a lavorare nella speranza di poter fare una mostra, per avere una vita più decorosa, un impeto che coincide perfettamente, a mio avviso, con la sua qualità di grande artista e grande donna.

Prima di entrare nel vivo della “biografia artistica” di Anna Paola, e prima di elencare gli innumerevoli critici che hanno parlato di lei, gli innumerevoli premi che si è aggiudicata durante la sua lunga carriera, e le onorificenze di cui è stata insignita, mi preme subito fare una premessa con una mia opinione del tutto personale.

Una delle cose che colpisce maggiormente dell’espressione artistica di Anna Paola, è il fatto che questa artista dipinge a mano, riuscendo a trasmettere magnificamente il suo vissuto con il rapporto diretto e tattile fra materia e colore che risale ai tempi del “dripping” (sgocciolatura), e poi dell’Action Painting, a volte chiamata “astrazione gestuale”, o più genericamente “espressionismo astratto”, movimento pittorico che vede nell’americano Jackson Pollock (1912-1956) uno dei suoi maggiori esponenti.

Il maestro Pollock inventò da zero il “dripping”, abolì l’uso dei pennelli, e diede inizio all’uso di tecniche pittoriche non convenzionali, fra le quali si può teoricamente annoverare anche il cosiddetto “Hand Painting”, vale a dire il “dipingere con le mani”.

La mancanza della “mediazione” del pennello sulla tela, creò subito un rapporto immediato fra l’artista e la tela da dipingere, e l’opera risultante dall’abolizione delle tecniche classiche portò all’enfatizzazione dell’atto “fisico” della pittura stessa.

L’Hand Painting è pratica poco frequente, che trasmette volontà, urgenza espressiva ed energia esplosiva. Il flusso delle emozioni si crea nell’anima e nel cuore dell’artista, per poi materializzarsi sulla tela con un atto che coniuga immediatezza di sensazioni e impulsi ancestrali, ed è sintomo e simbolo di dolore e voglia di rivincita, come un canto potente che sorge dall’intimo e crea sulla tela messaggi che turbano e sconvolgono lo sguardo di chi ammira l’opera, rapito.

Escludendo i metodi convenzionali della pittura, l’Hand Painting consente di spalmare il colore sulla tela, per ottenere un effetto materico intensamente significativo. Le opere che ne risultano sono di un realismo intriso di forte impatto cromatico.

Precursore dell’Hand Painting è appunto il Maestro Jackson Pollock, che negli anni Quaranta e Cinquanta è andato ben oltre la mera pittura figurativa, usando come strumenti pittorici dei bastoncini, delle cazzuole, dei coltelli, delle siringhe da cucina, delle spatole, degli impasti di colore con sabbia, dei vetri rotti, e tanti altri materiali non convenzionali.

Il parallelo con Jackson Pollock, che usava strumenti e tecniche non convenzionali, ci porta nuovamente alla nostra Anna Paola Fagiolo, perché anche le mani non sono strumenti pittorici convenzionali, e più che mai nel caso di Fap.

La pittura figurativa è spesso vittima e prigioniera delle regole. L’artista che usa le mani ottiene un sicuro effetto di di creatività assoluta, sia a livello materico che cromatico. E che dire dei colori di Anna Paola? Sono guidati dalla sintesi fra controllabile e incontrollabile, e se ci penso, mi sembra quasi di vederla muoversi e danzare sulle tele, con le dita, finché sulla tela non compare il “paesaggio interiore” desiderato, anche se il suo desiderio era inconscio. E la vedo destreggiarsi abilmente fra colori potenti, associati con rara maestria, in contrasto ma mai disarmonici, come in un vulcano in esplosione.

Ecco, appunto. Gli artisti che dipingono con le mani sono assai rari, perché questa espressione artistica è difficile da controllare e gestire, io lo so bene, e quindi ha ben pochi proseliti, i più coraggiosi fra noi.

Anna Paola si esprime con grandi macchie di colore, vaste praterie di suggestioni e vibrazioni, in cui qualche volta si può intravvedere una vaga forma, come nel test delle macchie di Rorschach, con una sensibilità e un talento che entrano nei cieli del Sublime puro e assoluto.

Hanno ben capito, interpretato ed elogiato il grande talento di Fap, tutti colori che l’hanno insignita di innumerevoli premi durante la sua lunga carriera, nonché tutti i critici che si sono accostati alla sua arte con ammirazione, e che hanno scritto di lei per molti anni.

Hanno scritto di lei insigni critici d’arte come Faber, Orfeo Carpinelli, Franco Pone, B. Cosignani, e molti altri.

In base alle critiche dei vari intenditori nazionali e internazionali, la pittura pura e sensibile di Anna Paola, eterea eppure materica al contempo, ha dunque ricevuto molti riconoscimenti e molti premi, che elencherò in seguito.

La Maestra Fagiolo è inoltre stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere d’Arte, e nominata Maestro d’Arte Associato e Benemerito nel 2014, dall’Associazione Culturale Italia In Arte.

E ora, per non dilungarmi a riportare gli articoli di tutti coloro che hanno significativamente elogiato Anna Paola Fagiolo, ne segnalo un paio fra quelli che considero più significativi per comprendere la bella arte di Fap.

Per terminare, lasciatemi fare una doverosa e necessaria chiosa. Anna Paola Fagiolo ha avuto una vita artistica molto fertile, è stata ed è una delle migliori artiste contemporanee, con l’eleganza dei suoi colori, la potenza del suo messaggio, operato con la pittura a mano, e con il suo vissuto di donna forte e sensibile al contempo. 

Per me è stato un grande onore averla conosciuta e apprezzata in Caritas, dato che anch’io dipingo, quando me lo dice il cuore. Anna Paola ha dipinto col cuore, con l’anima, e con tutta se stessa per tutta la vita. Aiutiamola a volare ancora più in alto, non c’è nessuno che se lo meriti più di lei.

Grazie, Fap!!!


Segnalo gli articoli a mio avviso più significativi:


Anna Paola Fagiolo, “Astrazioni Liriche”, di Faber;

Anna Paola Fagiolo, “Artista alla Ribalta”, di Orfeo Carpinelli, da Thyrus Artistica.


TUTTE LE OPERE DI FAP SONO CERTIFICATE



                                                                      



 



  



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PINACOTECA COMUNALE

Piazza Umberto I - tel. 0831.740488 - 3391673530


La pinacoteca comunale, allestita di recente, é sita al primo piano del Palazzo della Cultura. Attualmente ospita la raccolta di opere pittoriche dell'artista Anna Paola Fagiolo, in arte Fap.

Nata nel 1938 a Roma, dove ha vissuto sino all'età di trent'anni, risiede saltuariamente a Modena facendo la spola tra questa città e Torre Santa Susanna. Essendo figlia d'arte ha carpito, fin dalla sua giovanissima età, i segreti della pittura dal padre, Maestro Francesco Fagiolo, ma anche dai pittori di via Margutta a Roma. Dopo un ciclo di esperienze pittoriche figurative, Annapaola, a contatto con le ricerche artistiche romane di "Forma 1" e della "Nuova Astrazione", ha maturato e approfondito i contenuti sulla ricerca astratto-informale e li ha riproposti sulla tela con quel suo impasto originale di materia-colore che denota tutta la sua forza espressiva nel rappresentare i suoi sogni ed evocazioni del subconscio: i suoi paesaggi interiori. Ha presentato mostre personali e collettive in Italia e all'estero ottenendo unanimi consensi dalla critica, dalla stampa specializzata e l'apprezzamento del pubblico.

Ha conseguito il titolo di Cavaliere dell'Arte e numerosi primi premi e significativi riconoscimenti nazionali ed internazionali, ne indichiamo solo alcuni:

Euro Art Expo Roma, 1989

Premio Quadriennale di Roma, 1994

Premio Biennale di Venezia, 1993, 1995, 1999



Primo premio assoluto nelle rassegne “San Marino” e “Ville de Nice”, 1997;


Premio Quadriennale di Roma, 26 giugno 1994;


II° concorso e Rassegna Internazionale d’Arte, Città di Cortemaggiore, 19/25 settembre 1994;


Primo Premio Nizza 1994;


Gran Master Città del Tricolore, Pittura, Scultura, Poesia, 1994;


Concorso Internazionale Pittura, Grafica, Scultura, Cortemaggiore, 29 settembre 1996;


Primo Premio San Marino, 1999;


Premio Viareggio 1994;


Premio Montecatini 1996;


Arte Italiana in Spagna, 1997;


Euro Art ’97, Barcellona, 1997;


3a Biennale dello Jonio, “i pittori raccontano il mare”, 1997;


Associazione Amici del Quadrato, premio Biennale di Venezia, luglio 1999;


Euro Art Expo, 20-24 ottobre 1989;


Ia Quadriennale d’Arte, “Omaggio alla Città di Roma”, 1998;


Rassegna d’Arte e Letteratura “Primavera Versiliese”, Premio Internazionale “Le Donne dell’Arte”, 1997;


Premio Biennale di Venezia, 4 luglio 1999;


Primo premio Riviera Apuana;


Premio Lupa Roma.








Hanno scritto di lei:




G.Falossi, A. Oberti, Elisa Nas, R. Perdicaro, Franco Pone, Faber, Gianni Latronico, Raffaele de Marinis, Orfeo Carpinelli, Francesco Tanzarella, B. Cosignani, Angelo Crapanzano, e molti altri.


Segnalo gli articoli a mio avviso più significativi:




Anna Paola Fagiolo, “Astrazioni Liriche”, di Faber;


Anna Paola Fagiolo, “Artista alla Ribalta”, di Orfeo Carpinelli, da Thyrus Artistica.




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Anna Paola Fagiolo, “Astrazioni Liriche”, di Faber;


Anna Paola Fagiolo, “Artista alla Ribalta”, di Orfeo Carpinelli, da Thyrus Artistica.




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