Dott.ssa Anna Soricaro

Luciano Curtarello ferma luci ed ombre di una quotidianità urbana, diurna o notturna, offrendo spaccati di grande schiettezza paesaggistica ed introducendo l’osservatore in quelle rappresentazioni.
Ci si sente intrappolati nelle opere e si ha voglia di saltare nel cuore delle stesse per cogliere la schiettezza di quelle situazioni e di quei posti, raccogliendo l’intimità del paesaggio e di chi è rappresentato.
Ebbene sì, Curtarello riesce a giungere all’anima del paesaggio cogliendo il calore di ogni luogo. Parte dalla realtà per creare dei chiaro-scuri di impatto che, resi con tonalità sempre differenti, riescono a identificare attimi particolari.
Un’arte altamente contemporanea perché tutta questa grandezza è l’esito di una produzione digitale, non fotografie rielaborate, ma una creazione digitale che dopo la stampa viene manualmente ripresa, tratteggiata e resa unica.
Una resa digitale grandiosa perché ogni opera d’arte gode di intromissioni e manomissioni dell’artista sempre diverse, interpretazioni singolari che rendono la soluzione finale irripetibile.
Si assiste spesso oggi a rese iperrealiste e tutti sono grandiose nel saper rendere i diversi aspetti della contemporaneità: Curtarello palesa la natura digitale delle sue opere evidenziando come l’arte contemporanea possa essere definita tale anche perché si avvale di idea ed innovazione che in lui divengono grandiosità e verità.

«Ogni opera d’arte è un miracolo»

dott.ssa Anna Soricaro
Critico d’arte e curatrice di Mostre Fondazione De Nittis, Barletta

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