Biografia

Nefasto non è solo un nome.

E' una parola che disturba. Evoca presagi negativi, non promette conforto né consenso. È un termine che normalmente si evita, si smussa, si addolcisce.

E' anche un approccio, ossia una corrente critica all'interno della pop art che definisco "oscura". Utilizza gli stessi strumenti della pop art ma ne evidenzia gli aspetti negativi, i pericoli, la vacuità, gli aspetti più inquietanti della società contemporanea.

Nefasto è un atto di ironia consapevole. È l’assunzione volontaria di un ruolo scomodo: quello di chi non rassicura, non semplifica, non si rende gradevole per forza. In un sistema visivo che tende all’estetica accomodante, Nefasto si presenta come una frizione.

Mi muovo all’interno della pop art contemporanea, utilizzando colori saturi, strutture rigide e simboli universali reinterpretati in chiave critica. La superficie è piatta, apparentemente giocosa, ma costruita su sovrapposizioni che generano attrito visivo e concettuale.

L’ironia non è decorativa, ma uno strumento.

La provocazione non è fine a sé stessa, ma un mezzo per interrogare temi di identità, potere, trasformazione e percezione.


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