Pattygi - pittrice contemporanea

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Pattygi

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Biografia
Curriculum

Professore Paolo Levi

Patrizia Gargiulo è artista che ben conosce le potenzialità espressive della materia. In questa composizione utilizza un tessuto intriso di gesso e quindi assai corposo, e pochi significativi colori,per materializzare sentimenti nascosti nelle pieghe più riposte della coscienza. Un lavoro dove nulla è dato lasciato al caso, giocato sapientemente sull'alternarsi dei pieni e dei vuoti, e su suggestivi incavi che creano calcolate zone d'ombra.

Palermo Marzo 2013

                                                                                                                                                                                                                                            Paolo Levi

Professore Accademico Tonino Di Ronza

L’ opera di Patrizia Gargiulo sembra ricostruire gli aspetti del naturale con una materia pittorica impressa dagli strumenti che adopera quasi come se lo fosse dal pollice dello scultore. Le sue opere rivelano un che di estatico e imprimono alle cose un movimento vorticoso, avvolgente, alla ricerca di spazi infiniti, eliminando apparentemente la figura umana, che si avverte dietro lo sbarramento e gli intrichi delle forme con una presenza occulta e pungente. Dotata di ricche possibilità, la Gargiulo penetra in profondità direi anche in quel tumulto così inquieto della coscienza del nostro tempo, tuttavia, alle apparenze, l’opera della pittrice sembra esserne immune: ma una crepa improvvisa nella tessitura dell’opera, un subitaneo groviglio o una torsione ci rivelano quanto nell’artista sia presente il senso della socialità inteso nel modo più lato e più ricco dal punto di vista dell’emozione.

Ombre e luci che si intersecano nella materia ne acuiscono il senso. E la liricità del colore, mai sordo e opaco, apre al lettore delle opere le porte, così difficili a schiudersi, della poesia.

Napoli, 04/12/2014

                                                                                                                                                                                                                                    Tonino Di Ronza

Curatore Gianni Nappa

Passionale e innamorata del bello, fin da giovane dimostra di avere attitudine alle arti figurative, con prove nelle prime opere di talento cromatico, e dove come per tutte le prime esperienze ogni opera doveva essere la proposta del sentimento, dell’amore per la pittura. La vita l’ha portata ad esprimersi anche nel teatro come restauratrice, scenografa ed attrezzista che le dona grande padronanza nello svolgere qualsiasi opera con capacità intuitiva e di conoscenza delle tecniche, che la portano a collaborare con i grandi nomi del teatro italiano. Non c’è grande differenza nella pittura tra un opera su tela ed una su canapa o fondale, bisogna sempre conoscerne i segreti, le tecniche, e dimostrare la creatività, che non attiene solo alla formula descrittiva delle opere, significa saper offrire una emozione forte che sappia dare al cuore la scossa ed essere rappresentative dei sentimenti veri.La sua produzione trova estimatori privati e pubblici, un suo Cristo in croce adorna una cappella di una nota chiesa napoletana, nell’ultimo anno ha partecipato però, con nuove opere intrise di energia e di forze espressive in tecniche miste alla Biennale di Palermo dove ha incontrato il grande critico Paolo Levi che l’ha incoraggiata a sondare il nuovo percorso. Opere che sfruttano il riutilizzo di tessuti che trovano nuova linfa vitale nella capacità dell’artista di proporle con la tridimensione e nella libera composizione che il processo di asciugamento dei tessuti sulla tela preparata realizza, con una dinamica propria che l’artista accompagna ma non determina nel suo aspetto finale. Colori e strutture, linee e tensioni, di forze ed energie che nascono sul bidimensionale e sorprendono per gli effetti di profondità e di emozione. Napoli maggio 2015

                                                                                                                                                                                                                    Gianni Nappa

Curatrice Claudia Del Giudice

Arte illuminata quella di Patrizia Gargiulo, nata e vissuta nel difficile contesto sociale di Scampia, banlieue di Napoli, città d'arte dalle mille contraddizioni.Arte che cura, ispirazione e guarigione dell'anima; Arte tra magia e sacralità, espressione di un mondo trasfigurato e rivelato nella sua nuova veste attraverso l'uso sapiente del colore e di materiali poveri e riciclati.Opere come Cristo, Anima, Crocifissione, Incontro di Anime racchiudono il senso della vita secondo Patrizia Gargiulo: un intreccio costante tra preghiera e passione, tra essenza e materia. L'artista infonde l'alito di vita in materiali inerti quali gesso e colla, trasformandoli con l'energia tipica della action painting in emozioni uniche, ma sempre diverse a seconda del fruitore, che, grazie alla tridimensionalità dell'opera, viene, di volta in volta, trasportato nelle profondità dell'anima o elevato verso il divino. Nei lavori dell'eclettica artista, già aiuto scenografa, attrezzista e restauratrice, pittura e scultura si fondono con maestria, lasciando immutate le loro peculiarità. La poesia dei colori, il vorticoso dinamismo delle forme, le torsioni che l'artista imprime alle stoffe catturano e fissano il tumulto e la sofferenza dell'anima sulla tela, in apparenza negandole la libertà a cui prepotentemente anela, che tuttavia le restituisce mediante il risalto della materia. Napoli aprile 2015

                                                                                                                                                                                                                         Claudia Del Giudice


CAM_ Contemporary_Art_Museum_Patrizia_Gargiulo


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Le Radici e la Formazione

Il mio percorso inizia sotto il segno della ricerca pura, formandomi con maestri del calibro di Carlo Alfano e Ciro De Falco. Da loro ho appreso che l'arte non è riproduzione, ma indagine profonda sulla materia e sullo spirito.


Il Corpo della Scena (Il Teatro Bellini)

La mia visione artistica è stata forgiata nel buio e nella luce del palcoscenico. Come attrezzista e restauratrice al Teatro Bellini di Napoli, lavorando con il maestro Tato Russo, ho imparato a manipolare la materia povera per trasformarla in illusione scenica. Quella tridimensionalità teatrale è oggi la linfa vitale delle mie opere materiche.


La Svolta di Assisi (2000)

L'anno 2000 segna il mio distacco definitivo dal figurativo. Nel silenzio di Assisi, ho vissuto una profonda crisi spirituale ed estetica che mi ha portato a scindere la forma dal segno. Da quel momento, lo straccio, la colla e il legno non sono stati più strumenti, ma i protagonisti di una lotta per rivelare l'invisibile.


La Metamorfosi Materica

Attraverso la tecnica dell'Action Painting e l'uso di materiali di recupero, misuro la "temperatura del mio spirito". Le mie opere, come il Cristo Argento o Oltre la Croce, sono tappe di una continua trasformazione dove il tormento della materia si squarcia per lasciar trasparire la luce del cielo.


La Libertà Digitale (2018 - Oggi)

Nel 2018, dopo anni di mostre e partecipazioni in luoghi pubblici, ho fatto una scelta radicale: abbandonare i circuiti espositivi tradizionali per abitare esclusivamente il Web. La mia galleria oggi è questo spazio anarchico, dove posso dialogare con l'osservatore senza filtri, senza mercati, restando fedele solo alla mia incessante necessità di creare.

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I quadri in vendita della pittrice contemporanea Pattygi

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