Biografia

Stefano Passacantilli, generation 1964 , Roma è il mio luogo di nascita, ma già da piccolo ho la mente che immagina tutti i posti dove i fratelli di mia madre, artisti, attori,mercanti e dottori vivono sparsi in tutta Italia ed anche all?estero. Questo mi permette di conoscere sin da piccolo un mondo grande aperto, di vedere una realtà ben più grande di quella riservata alla maggior parte dei ragazzi adolescenti. Frequento soprattutto le case di due miei zii che dipingono e resto spesso incantato davanti al loro cavalletto. Ho sempre avuto una grande capacità di sperimentazione dei materiali ,con mia madre che a sua volta si dilettava a dipingere,spesso passavamo pomeriggi,non davanti ad uno schermo,ma con colori, pennelli, das, carta pesta ,legno, seghetti. Alla vera prova vengo sottoposto a tredici anni,quando mi si chiede di provare a dipingere un genere di paesaggi ad olio su formica per collaborare con un maestro pittore. E dalla collaborazione si passa alla vera e propria produzione,quasi industriale, che mi spinge ad avvicinarmi quasi per istinto ai multipli che Wharol eseguiva,seppur di altro genere. Incontro il fumetto due anni dopo, seguendo sempre come mia grande passione i fumetti e la pop art,e inizio a dipingere grandi,a volte grandissime tele,che rappresentano un mondo colorato,trasgressivo,diverso da me. I dipinti vengono apprezzati da molte persone tra le quali due architetti,che hanno modo di collaborare con la televisione e d il cinema, e finisco? appeso? in due film ed in una fiction. Successivamente mi cimento in riproduzioni di opere dei grandi autori della pop art americana come il noto grafico P.Nagel ,, alla soglia degli anni 90 rappresentando la moda di tendenza dell?epoca. La mia pittura spesso come la mia musica e la mia fotografia hanno avuto dei periodi di improduttività rispecchiando i miei umori, i miei amori, e il mio essere in questa vita, crescendo e maturando a volte forzatamente, quando non volevo. Dopo un impantanamento caratterizzato solo da poche espressioni artistiche dettate più che altro da sollecite richieste fatte dai miei clienti, un incontro con l?arte aborigena avvenuto per caso in un viaggio nella terra dei canguri, ha risvegliato in me quella espressione ancestrale di dipingere sulla tela i colori e i simboli così semplici ma così potenti della madre terra; inizia così il mio momento più ricco di spiritualità nel quale dipingo molte tele che contengono tue le mie riflessioni di vita,dipinti spesso molto criticati in quanto mi è stato persino detto che non potevo permettermi di dipingere quella pittura così sacra al popolo Aborigeno ,molto condiviso perchè eseguiti cercando più possibile di avvicinarmi alle tecniche da loro utilizzate e mettendoci dentro? punto dopo punto? quello che volevo così fortemente dire,ritengo che sia una pittura che da molta possibilità di comunicazione. .Qualche altra acrobazia con i materiali l?ho fatta negli anni seguenti, con materiali come sabbia, stucco, gesso, pigmenti, colla, creando ,esplorando le tecniche di tutti gli artisti dell?arte moderna, con continue ricerche sulla realizzazione delle loro opere. Non ho mai abbandonato la mia fedele reflex, che si adeguava ogni tanto, per stare al passo coi tempi fino a diventare una digitale. Ho sempre usato la pittura e la fotografia insieme,utilizzando l?una per l?altra fondendole,fino a scoprire la manipolazione digitale delle immagini, sperimentando e sperimentando,buttando al fuoco molte tele e molte stampe. In ultimo impressionando in immagini il mio animo,cerco di ridare vita a tutti i ?ROTTAMI? che questo mondo produce che sono la simbologia di quanto questa nostra società consumistica getta in posti che non sono facilmente fruibili,discariche,vecchi capannoni,sfasciacarrozze,pensando che questi oggetti abbiano esaurito ormai tutti i loro desideri, e che è meglio non averli più davanti agli occhi,come chi cerca di mettere sotto il tappeto la polvere,pensando di avere la casa pulita.
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