Gli ultimi fedeli
Descrizione
Con questa opera metto in scena una comunità silenziosa, compatta ma disillusa, che avanza sotto una Union Jack ormai ridotta a semplice fondale. Non mi interessa la bandiera come simbolo celebrativo, ma come superficie logorata, memoria di un’identità collettiva che oggi appare fragile.
Le croci al collo, i sacchetti della spesa, le bottiglie: elementi quotidiani che nei miei lavori diventano segni di appartenenza e sopravvivenza. I volti non cercano lo spettatore, non chiedono consenso. Sono presenze ferme, consapevoli, quasi monumentali nella loro normalità.
Attraverso una composizione frontale costruisco un’immagine che non giudica ma osserva. In Last Kingdom il “regno” non è più potere politico o grandezza storica: è ciò che resta nelle persone comuni, nella loro ostinata fedeltà a un’identità che continua a esistere anche quando la narrazione collettiva si incrina.
Con questo quadro continuo la mia riflessione sul declino simbolico dell’Inghilterra contemporanea, trasformando la marginalità in icona e la quotidianità in racconto epico silenzioso.
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