L'INGANNO DEL TEMPO
Descrizione
Ecco qua. È finito. O forse no, forse dovrei buttare un altro colpo di spatola lì in mezzo, ma se continuo rischio di rovinare tutto.
Guardalo.
È esattamente il caos che avevo in testa stamattina.
La gente entrerà qui dentro e mi chiederà: 'Ma chi sono? Che significa? Perché quelle facce?'. E io dovrò inventarmi una risposta intelligente, dovrò parlargli dell'inganno del tempo, della carne, dei massimi sistemi.
Ma la verità, la mia verità che nessun altro capirà mai, è che non c'è un disegno. C'ero io, c'era quel pezzo di tela alto e stretto che mi sfidava, e c'era quel tubetto di rosso che gridava per uscire.
Mi diranno che è violento.
Mi diranno che quegli occhi rossi e sbarrati fanno paura.
Ma quando stavo lì a tracciare quelle linee nere così spesse, mica pensavo a fare paura. Volevo solo bloccare la forma, fermarla prima che scivolasse via, prima che il colore si mischiasse troppo diventando un grigio fango. Volevo che il giallo rimanesse acido, che quel blu in alto respirasse, e che quelle curve – che sembrano donne, sembrano idoli, sembrano fantasmi – avessero il peso del marmo e la fluidità dell'acqua.Fa schifo? È un capolavoro? Non me ne frega niente. Vale? Vale per me, perché ieri questa cosa non esisteva e oggi è qui, solida, pesante, tridimensionale. Ho scaricato i miei mostri e la mia energia su questo pezzo di stoffa. Adesso il quadro è lì, nudo. E io sono qui, svuotato, a guardarmi le mani sporche."
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