L'instabilità dell'immagine
Descrizione
In quest'opera ho voluto indagare il confine tra ciò che appare e ciò che svanisce. Ho scelto di rappresentare la testa di una statua di un cocchiere, un soggetto che richiama la solidità della pietra e l'eternità del classico, per poi "tradirlo" attraverso la fragilità del vetro e l'estetica del non finito.
Dipingere ad olio su una superficie scivolosa e trasparente come il vetro mi ha permesso di sperimentare un'immagine che non si fissa mai del tutto. Le pennellate di bianco sono dense, quasi scultoree, ma lasciano deliberatamente ampie porzioni di volto vuote. Questi vuoti non sono assenze, ma spazi di possibilità.
Il titolo, "L'instabilità dell'immagine", nasce proprio dalla natura mutevole del supporto. La lastra di vetro non è una chiusura, ma una lente: il beige che vedete non appartiene al dipinto, ma è il colore del pannello che ho scelto di porre sotto la superficie.
La mia intenzione è che l'opera non sia mai definitiva, ma la sua percezione, al variare del fondale che si sceglie, cambia, trasmettendo sensazioni differenti al variare degli accostamenti cromatici che si vanno a generare.
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