Lungo il ruscello
di Livio Billo
Descrizione
L'opera interpreta il paesaggio montano come luogo di raccoglimento e di equilibrio, affidando alla pittura il compito di restituire non soltanto l’aspetto visibile della natura, ma anche la sua capacità di interiorizzarne la dimensione emozionale e simbolica, poiché la montagna, il corso d’acqua e le masse rocciose costruiscono uno scenario cui l'artista intende attribuire un carattere meditativo.
Selezionata per la seconda edizione della Biennale di Sondrio (2026), la sua presenza ha contribuito, stando alla nota critica di accompagnamento, "[...] a valorizzare una ricerca pittorica incentrata sul paesaggio, sulla contemplazione e sul rapporto interiore con la natura. Attraverso un linguaggio figurativo sensibile, costruito sul dialogo tra acqua, montagna, luce e materia pittorica, l’artista introduce nel percorso espositivo una riflessione sulla necessità di ritrovare equilibrio e ascolto, trasformando il paesaggio alpino in uno spazio di quiete, rigenerazione e consapevolezza".
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