Shamash - Colui che vede tutto
Descrizione
La figura centrale dalle ali spiegate richiama Shamash, antico dio mesopotamico del sole, della verità e della giustizia cosmica. Il corpo umano, segnato da simboli sacri e archetipici, diventa una tavola vivente della memoria, una mappa del percorso spirituale e della trasformazione interiore.
La luce che discende dall’alto non è semplice illuminazione, ma rivelazione. Il gesto delle mani aperte e il volto rivolto verso l’alto evocano un momento di risveglio, in cui l’essere umano si confronta con una verità più grande di sé. Le ali non rappresentano fuga, ma trascendenza: la capacità di superare i limiti della materia, del tempo e del dogma.
Lo sfondo dorato, frammentato e segnato dal tempo, insieme ai riferimenti architettonici, rimanda all’eredità delle antiche civiltà, fondamenta del pensiero e dei sistemi di valori contemporanei. L’opera è una meditazione sulla coscienza, sulla responsabilità e sul vedere autentico.
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