IL RAGGIO VERDE
di Rosss
Descrizione
aprile/2024 -
“IL RAGGIO VERDE ” è un’opera astratta che esplora un’esperienza trasformativa ed emotiva, aiutata dal contrasto e dall’esplosione di colori che vanno dal blu, al giallo, al rosso, con il bianco al centro da cui sembrano originarsi. Le pennellate danno l’impressione di un’energia radiante o di un’esplosione di luce. La metà inferiore del quadro riflette i colori sopra, suggerendo una superficie d’acqua o un effetto specchio.
Il verde utilizzato come sublimazione del bianco accecante all’orizzonte (il raggio verde appunto, fenomeno ottico visibile quando, all'alba o al tramonto, si crea una sottile striatura luminosa dal colore verde che dura pochi istanti) evoca la precarietà e fragilità del nostro essere.
Il movimento dinamico delle pennellate e l’uso della tecnica del bagnato su bagnato, oltre all’uso “aggressivo” della spatola a graffiare la tela, hanno permesso di evocare questa trasformazione.
opera facente parte del progetto : ORIZZONTI NON ORIZZONTALI
Il progetto Orizzonti non orizzontali nasce dall’esigenza di interrogare la forma stessa del limite. L’orizzonte, tradizionalmente concepito come una linea stabile e rassicurante, viene qui messo in discussione, inclinato, spezzato, moltiplicato. Diventa un territorio di passaggio, un luogo in cui la percezione si apre a nuove possibilità e la materia pittorica assume il ruolo di guida.
Le opere che compongono la serie si sviluppano attraverso stratificazioni, incisioni, colature e gesti che non cercano la rappresentazione del paesaggio, ma la sua evocazione emotiva. Le superfici si fanno membrane sensibili: accolgono tensioni, vibrazioni, fratture, riflessi. L’orizzonte non è più un confine tra cielo e terra, tra luce e ombra, ma un punto di contatto tra interiorità e mondo, tra ciò che appare e ciò che si trasforma.
In questo percorso, la materia diventa linguaggio. Le verticalità che si riflettono, le linee che si piegano, le cromie che emergono e si dissolvono costruiscono paesaggi che non appartengono a una geografia reale, ma a una geografia del sentire. Ogni opera è un attraversamento: un invito a sostare nel luogo in cui l’immagine si apre e lo sguardo si lascia condurre oltre la sua stessa abitudine.
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